25.7 C
Foligno
venerdì, Luglio 10, 2026
HomeAttualitàNon c'è due senza tre: Montefalco è ancora tra le "Spighe verdi"...

Non c’è due senza tre: Montefalco è ancora tra le “Spighe verdi” d’Italia

Pubblicato il 23 Luglio 2018 16:30 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:50

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Quintana, è ufficiale: sciolto il consiglio del Badia

La commissione di disciplina ha accertato irregolarità nella gestione amministrativa. Ora si attende la nomina di chi sarà chiamato a guidare il rione prima dell’elezione di un nuovo direttivo

Cinquant’anni dopo gli alunni della quinta A Meccanica tornano al “da Vinci” di Foligno

Gli ex studenti, che nel 1976 sostennero la maturità, hanno visitato, accompagnati dalla preside dell'istituto, le aule dove si diplomarono

A Palazzo Trinci sbarca il San Francesco contemporaneo di Giorgio Lupattelli

Taglio del nastro a Foligno per il progetto espositivo curato da Gianluca Marziani: ventotto opere che fanno dialogare l'arte di oggi con le fonti francescane originali. Spazio anche al ricordo del maestro Gavazzeni

Il Comune di Montefalco ha ottenuto per il terzo anno consecutivo il riconoscimento di Spighe Verdi, la certificazione promossa da Confagricoltura e Fee Italia assegnata ai comuni rurali che attivano processi virtuosi con particolare riguardo alle tematiche ambientali che si basa sul programma di “Bandiere Blu”. Anche quest’anno Montefalco è l’unico comune dell’Umbria ad aver ricevuto questa importante certificazione che è stata consegnata al senatore e sindaco Donatella Tesei  lunedì 23 luglio da Fee Italia e da Confagricoltura  in un evento romano al Ministero per i Beni e le attività culturali. Spighe Verdi è il programma per lo sviluppo rurale sostenibile. Si rivolge ai Comuni che intendono valorizzare e investire sul proprio patrimonio rurale, migliorando le buone pratiche ambientali. Il successo di Spighe Verdi sta nel rapporto che si crea tra Comune, agricoltori e comunità locale in un programma flessibile e adattabile per promuovere buone pratiche ambientali in diversi contesti territoriali. Nel programma Spighe Verdi è centrale il ruolo che ha l’agricoltura nella difesa del paesaggio, nella tutela della biodiversità e nella produzione di alimenti di qualità. Il Comune, per ottenere la certificazione e il marchio Spiga Verde, deve autocandidarsi seguendo un protocollo in cui è prevista la rispondenza a criteri contenuti in diverse aree tematiche, quali: acqua, energia, agricoltura, rifiuti, assetto urbanistico, tutela del paesaggio. A valutare le candidature una commissione a cui hanno partecipato rappresentanti di diversi enti, dal ministero dell’Ambiente a quello delle Politiche agricole passando per il Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri, l’Ispra, il Cnr e Confagricoltura. Questa certificazione arriva anche grazie ad un percorso avviato negli anni dall’amministrazione comunale nell’ottica della sostenibilità rurale e ambientale  attivando una serie di azioni che gli hanno permesso di  ottenere già nel 2006 la Certificazione ambientale Emas, che hanno portato alla redazione di un sistema di gestione ambientale che fissa responsabilità, pratiche, procedure, processi e risorse e consente di sviluppare, realizzare e mantenere la politica e l’efficienza ambientale. Spighe Verdi quest’anno è andato a 31 località rurali in 12 regioni, una in più rispetto all’edizione 2017 (la Calabria). Marche, Toscana e Campania sono le tre regioni con il maggior numero di certificazioni. La prima con sei località (Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana), la seconda con cinque (Castellina in Chianti, Massa Marittima, Castagneto Carducci, Fiesole e Bibbona) alla pari con la Campania (Agropoli, Positano, Pisciotta, Massa Lubrense e Ascea). Seguono, con tre località ciascuna, la Puglia (Castellaneta, Ostuni e Carovigno) e il Veneto (Calalzo di Cadore, Caorle, Montagnana). Vantano invece due località il Lazio (Canale Monterano e Gaeta) e l’Abruzzo (Tortoreto e Giulianova), mentre c’è un comune rurale per ognuna delle restanti regioni presenti nell’elenco: Piemonte (Alba), Liguria (Lavagna), Umbria (Montefalco) e Sicilia (Ragusa).

Articoli correlati