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Un emozionante viaggio nel tempo: quattro comuni ospitano i “Capolavori del Trecento”

Pubblicato il 24 Giugno 2018 10:59 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:56

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“Una mostra unica, frutto di una ricerca scientifica attenta e preziosa, che non trascura la possibilità, partendo da Scheggino, di fare un viaggio emozionante nel tempo e nei borghi della Valnerina nei quali è ancora possibile apprezzare, in un contesto quasi immutato da allora, il connubio tra paesaggio, architettura e arte”: riassume così la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il senso della mostra “Capolavori del Trecento” che si è aperta venerdì pomeriggio a Montefalco nel Complesso Museale di San Francesco, per poi proseguire a Villa Fabri di Trevi, dove la presidente Marini è intervenuta. A Montefalco per la Regione Umbria era presente l’assessore alla Cultura, Fernanda Cecchini; sabato si è svolta poi l’inaugurazione delle sedi espositive di Scheggino e Spoleto. La grande mostra, ideata e curata da Vittoria Garibaldi e Alessandro Delpriori, in programma dal 24 giugno al 4 novembre 2018, prevede l’esposizione di 70 dipinti a fondo oro su tavola, sculture lignee policrome e miniature che raccontano la meraviglia ambientale dell’Appennino centrale e la civiltà storico-artistica, civile e socio-religiosa nell’Italia di primo Trecento. Le opere, provenienti da prestigiose raccolte nazionali e internazionali, saranno esposte in quattro sedi: Trevi, Montefalco, Spoleto e Scheggino. La loro esposizione ha permesso anche di creare una trama di itinerari che si dipanano in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, per scoprire il valore di una straordinaria unità di cultura nelle terre ferite dal sisma che ha colpito l’Italia centrale. “Questo grande evento ha dietro un’approfondita ricerca scientifica – hanno sottolineato la presidente Marini e l’assessore Cecchini – la cui ambizione maggiore si trova nel fatto di voler oggi proporre una ricostruzione ‘dal vero’ di una stagione artistica ancora poco nota in un’area così appartata dell’Italia centrale. Può essere considerata – hanno aggiunto – come la più ambiziosa che sia stata fatta negli ultimi anni in Umbria”. “In un’epoca in cui si tende a semplificare l’offerta culturale – hanno proseguito – organizzare una mostra di studio può non apparire la prima scelta, ma siamo certi che il racconto che i curatori, Vittoria Garibaldi e Alessandro Delpriori, hanno sviluppato nelle sedi espositive e negli itinerari, tra musei e chiese, affascinerà molti perché è un’occasione unica per percorrere la Valle Umbra e la Valnerina sulle orme di quegli artisti e artigiani che hanno saputo coniugare la lezione appresa da Giotto ad Assisi con la loro specificità umbra”.

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