16.1 C
Foligno
martedì, Maggio 12, 2026
HomeEconomiaJp Industries, i lavoratori vogliono incontrare Matteo Renzi

Jp Industries, i lavoratori vogliono incontrare Matteo Renzi

Pubblicato il 1 Ottobre 2014 16:51 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:15

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Ottantennale della Quintana, ci siamo: si parte il 16 maggio

Il prossimo sabato i dieci binomi scenderanno nell'otto di gara per le prove ufficiali prima della Giostra straordinaria. Il 27 maggio la celebrazione degli ottanta anni all'auditorium "San Domenico": premiate 80 personalità che hanno fatto la storia della Giostra

Raccolta straordinaria del verde: ecco il calendario dei conferimenti

I cittadini potranno smaltire erba, potature e ramaglie ogni sabato dal 16 maggio al 6 giugno. Il servizio sarà attivo in numerose zone della città da viale Roma, a viale Firenze, a Maceratola, fino a Scafali e non solo

Edilizia residenziale, dalla Regione fondi per riqualificare 77 alloggi a Foligno

Ad annunciarlo l'assessore alle Politiche abitative, Fabio Barcaioli, che ha spiegato come gli interventi saranno parte del Piano casa per l'Umbria da 20 milioni di euro, che è in fase di definizione. "Cambio di passo netto rispetto agli scorsi anni"

I lavoratori della Jp Industries vogliono incontrare il presidente del consiglio Matteo Renzi. L’occasione sarà la visita del premier in Umbria il prossimo 4 ottobre, quando Renzi sarà a Terni e poi ad Assisi per le celebrazioni di San Francesco. Un altro gesto importante per i lavoratori, che lo scorso anno hanno incontrato anche Papa Francesco. I lavoratori iscritti o simpatizzanti al Pd della Jp si rivolgono quindi al segretario regionale Giacomo Leonelli, auspicando di «trovare un momento per scambiare opinioni sulle possibilità di sviluppo di questo territorio. Lo abbiamo fatto con il Santo Padre – dicono – e farlo con il primo ministro potrà essere anche più semplice». Gli operai ormai stanno usando tutto quello che è nelle loro possibilità per difendere il proprio lavoro: «La storia si ripete – dicono– e siamo di nuovo di fronte ai cancelli della fabbrica. La sentenza del tribunale di Ancona, l’empasse del governo. Il comportamento immobile delle banche e ora il datore di lavoro che vende macchinari e non solo quelli in eccesso, ma anche quelli che permetterebbero un minimo di produzione. Ci costringono a metterci davanti ai cancelli e a bloccare l’uscita delle merci. Ormai non solo la rabbia è il nostro maggiore sentimento, ma anche la rassegnazione. Vedere il tempo trascorrere e non trovare soluzione – concludono – lascia molto amaro in bocca ma l’impossibilità di trovare alternative di lavoro ci costringe ad attaccarci alla più flebile speranza».

Articoli correlati