9.5 C
Foligno
lunedì, Febbraio 16, 2026
HomeEconomiaAst, i lavoratori dicono "sì" all'accordo

Ast, i lavoratori dicono “sì” all’accordo

Pubblicato il 18 Dicembre 2014 17:40 - Modificato il 6 Settembre 2023 01:23

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Il Foligno inciampa e si schianta a Poggibonsi

Il campo pesante e una squadra tosta impediscono ai Falchetti di portare a casa un risultato positivo. Ora il quarto posto è a repentaglio e sarà fondamentale vincere contro Scandicci

Sicurezza nei locali: a Foligno controlli rafforzati dopo la tragedia di Crans Montana

Sotto la lente d’ingrandimento della polizia locale, in particolare, due attività che propongono eventi di musica dal vivo nelle zone della Paciana e di Sant’Eraclio. Diversi gli accertamenti effettuati per valutare il rispetto delle norme di sicurezza

Diocesi di Foligno e Polizia di Stato insieme per dire no a bullismo e cyberbullismo

Al via nelle scuole della città e a Spello un ciclo di incontri che vedrà gli studenti dialogare con le forze dell’ordine. Il primo appuntamento martedì 17 febbraio all’Itt “da Vinci”

I lavoratori dell’Ast dicono “sì” all’accordo siglato tra sindacati, proprietà ed istituzioni lo scorso 3 dicembre al ministero dello Sviluppo economico. Soddisfazione è stata espressa dalla presidente della Regione Catiuscia Marini per il referendum che si è svolto tra il 15 e il 17 dicembre. “È un risultato particolarmente importante e significativo – ha commentato la Marini – che ha visto quasi l’80 per cento dei lavoratori dell’Ast approvare, con una altissima partecipazione al voto, l’accordo raggiunto al ministero dello Sviluppo economico”. Per la Marini inoltre “i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno gestito con competenza e responsabilità una lunga vertenza in difesa non soltanto dei loro importanti diritti e del posto di lavoro, ma soprattutto dell’industria di Terni e del suo futuro”. La Marini ha poi ricordato come i lavoratori abbiano affrontato questa vertenza con profondi sacrifici personali, sia sul piano economico in un momento non certo facile per la loro vita e quella delle famiglie, sia sul piano di una mobilitazione, anche fisica, straordinaria. Una vertenza senza dubbio difficile che, alla luce di quanto emerso dal referndum, si è chiusa positivamente. Almeno per il momento. “L’Umbria tutta – ha detto la Marini – deve essere grata a questi lavoratori ed alle organizzazioni sindacali che hanno permesso di incidere in maniera sostanziale sui contenuti del piano industriale presentato lo scorso luglio dall’azienda, salvaguardando così il futuro produttivo delle acciaierie e la prospettiva industriale della regione. Anche per questo – ha concluso – la giunta regionale ha affiancato e sostenuto convintamente queste ragioni, nella definizione dei contenuti dell’accordo sottoscritto al Mise”. Nello specifico la consultazione ha visto su 2.399 aventi diritto al voto, 1.951 votanti (pari all’81,32%). I “sì” sono stati 1.520 (pari al 79,8%), mentre i “no” 386 (pari al 20,2%), le bianche 8, le nulle 37. Anche il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli ha espresso “soddisfazione per il risultato che giunge dopo una vertenza durissima e un accordo sofferto, che ha consentito di tutelare meglio i lavoratori nel processo di ristrutturazione in atto e rilanciare le prospettive industriali per il sito ternano. Ora – ha concluso – è necessario che non ci sia nessuna incertezza nel rilancio dell’azienda. Ci auguriamo che anche questo risultato convinca la direzione aziendale ad impostare relazioni industriali costruttive per i lavoratori di Ast e dell’indotto”. E a proposito dell’indotto, anche i dipendenti delle ditte esterne saranno alle prese, fino a venerdì alle 17, con un referendum indetto dal coordinamento dei delegati di Cgil, Cisl e Uil. In particolare i lavoratori sono chiamati a giudicare positivamente o meno il documento, redatto dalle tre sigle sindacali nei giorni scorsi, che considera “elementi di partenza per predisporre una piattaforma rivendicativa adeguata” i due punti dell’accordo del Mise dedicati all’indotto, relativi alle misure di salvaguardia dell’occupazione e agli impegni delle istituzioni.

Articoli correlati