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Poste, il Comune di Foligno contro la chiusura degli uffici: “Un tavolo con i sindacati per opporci”

Pubblicato il 11 Febbraio 2015 15:32 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:57

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L’allarme era stato lanciato nella giornata di ieri dalla Cgil. Anche in Umbria la razionalizzazione degli uffici di Poste Italiane comporterà dei tagli importanti. Quindici quelli pronti a chiudere definitivamente, mentre per altri 18 è prevista un’apertura parziale. Nel Folignate saranno interessati due sportelli della montagna, con la soppressione di quello di Annifo e l’altro di Capodacqua. A Spoleto invece chiuderà lo sportello di Castel Ritaldi, mentre le razionalizzazioni, ovvero un’apertura ridotta a tre giorni a settimana, riguarderanno Cerreto di Spoleto, Gualdo Cattaneo, Monteleone di Spoleto e Gaifana. In tutta la regione saranno 6 gli sportelli interessati nella provincia di Terni e 9 in quella di Perugia. Una volta appresa la notizia, anche il Comune di Foligno è pronto a dare battaglia : “abbiamo ricevuto una comunicazione dai sindacati e a breve li convocheremo per capire bene quale è la situazione – afferma Giovanni Patriarchi, assessore allo Sviluppo economico – è chiaro che ci opporremo affinché non vengano ridotti i servizi ai cittadini in particolare nelle zone montane perché in quei luoghi i servizi di posta sono ancora più importanti e fondamentali. Faremo di tutto per far sì che gli sportelli non chiudano”. A tornare sulla vicenda sono anche i sindacati. Tramite una nota congiunta, i sindacati umbri dei pensionati spiegano come “questa scelta non solo comporterà l’impossibilità per migliaia di persone di riscuotere presso l’ufficio postale della propria zona l’assegno pensionistico – spiegano – ma creerà ulteriori disagi ai tanti che negli ultimi anni sono stati costretti ad aprire libretti postali o conti correnti presso le poste, per effetto della scelta del governo Monti sulla riscossione delle pensioni sopra i mille euro”. 

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