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Foligno, dopo tre anni si arresta il calo delle donazioni di sangue

Pubblicato il 8 Giugno 2015 16:28 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:56

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Si arresta il calo del numero di donazioni di sangue a Foligno. Sì, perché nei primi mesi del 2015 si è potuto registrare un lieve aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E se, infatti, le donazioni tra gennaio e fine maggio 2014 nella città della Quintana erano state 1.485, quest’anno – prendendo in esame i primi cinque mesi del 2015 – si sono registrate 1.493 donazioni, quindi 8 unità in più. Un lieve aumento che però fa ben sperare. “Dopo tre anni in cui si registrava un continuo calo delle donazioni – spiega Gino Morbidoni, presidente dell’Avis di Foligno – si è finalmente arrestato questo fenomeno. Siamo comunque cauti e speriamo che questa inversione di tendenza prosegua”. Quello che conforta l’Avis, tuttavia, è la donazione del plasmaferesi – ovvero del plasma – che in questi primi cinque mesi dell’anno è raddoppiata, con 80 donazioni rispetto alle 40 dello stesso periodo del 2014. “Un risultato buono – secondo Morbidoni – anche se di plasma ce n’è tanto bisogno e purtroppo il numero di queste donazioni è ancora troppo basso sia a livello locale che regionale e nazionale. Ma noi – sottolinea – stiamo cercando di sensibilizzare le persone che fortunatamente stanno rispondendo in modo positivo”. Per quanto riguarda invece il numero dei nuovi iscritti, questo è in linea con gli anni passati. Al momento infatti sono 100 i donatori registrati tra gennaio-maggio 2015, su una media annuale che va dai 180 ai 210. Un passo importante che l’Avis inoltre vuole compiere è quello di una programmazione precisa delle donazioni, al fine di garantire un andamento costante soprattutto nel periodo estivo. “La situazione è altalenante – afferma in merito il presidente Morbidoni – Questo purtroppo non risponde adeguatamente alle esigenze del servizio sanitario. Quindi stiamo tentando di programmare le donazioni in modo da essere più efficaci. Perché poi, oltretutto, il sangue ha anche una scadenza e non ci possiamo permettere di sprecarne neanche un’unità”. L’Avis, inoltre, ha iniziato un’opera di sensibilizzazione nei confronti delle giovani generazioni, contattando oltre 800 ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Non appena compiuta la maggiore età, infatti, anche loro potranno iniziare a donare il sangue.

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