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Eolico lungo l’Appennino, scatta la petizione: raccolta firme da Foligno a Gualdo Tadino

L'iniziativa di cittadini e associazioni punta a “scongiurare il rischio che i territori vengono invasi da impianti di grandi dimensioni”. La mobilitazione punta anche a far approvare una legge per individuare le aeree idonee e quelle non idonee all'installazione degli aerogeneratori

Pubblicato il 21 Novembre 2024 17:01 - Modificato il 22 Novembre 2024 17:04

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“No agli impianti eolici nell’Appennino”. Si leva forte il grido di protesta di cittadini e associazioni di ben sei comuni interessati dai possibili impianti eolici lungo tutto il territorio montano tra l’Umbria e le Marche. Da Foligno a Trevi, passando per Sellano, Valtopina, Nocera e Gualdo Tadino, i cittadini vogliono scongiurare “il rischio che i territori – dicono – vengano invasi da impianti eolici di grandi dimensioni con danni incalcolabili e irrimediabili al patrimonio paesaggistico e ambientale e alle prospettive di sviluppo economico-sociale delle aree montane”. È per questo motivo che da sabato 23 novembre e fino al prossimo 31 dicembre verrà realizzata una petizione aperta a tutti i residenti dell’Umbria che avranno compiuto il sedicesimo anno di età. Petizione che potrà essere sottoscritta nei vari punti di raccolta firme distribuiti sul territorio, con la stessa che sarà sottoscrivibile anche online attraverso la piattaforma Change.org. “La documentazione e le informazioni relative alla raccolta firme – fanno sapere i promotori – saranno disponibili nella pagina www.difendiamoappennino.it”. La petizione verrà depositata all’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, e inviata alla Provincia di Perugia, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), al Ministero della Cultura e ai Comuni di Foligno, Trevi, Sellano, Valtopina, Nocera Umbra e Gualdo Tadino. Ma quali sono le richieste? Innanzitutto i cittadini e le associazioni che si stanno mobilitando chiedono l’approvazione di una legge per l’individuazione delle aree idonee e quelle non idonee all’installazione degli aerogeneratori, affinché si possa trovare un equilibrio tra ambiente, biodiversità e produzione di energia da fonti rinnovabili. Chiesto anche un processo legislativo partecipativo, oltre alla promozione di soluzioni energetiche come le Comunità rinnovabili. “L’intera fascia dell’Appennino umbro marchigiano – affermano – deve essere dichiarata non idonea alla realizzazione di impianti eolici e in particolare di quelli di grande e media taglia”. Tutto questo, come detto, per evitare che l’Appennino venga “invaso” da impianti eolici. I promotori della petizione ricordano infatti come in ballo ci sia l’ipotesi di installare ben 69 aerogeneratori alti tra i 180 e i 200 metri nei territori appartenenti ai 6 comuni umbri, ai quali si sommerebbero i 32 previsti nei comuni marchigiani limitrofi. Tutto ciò comporterebbe disboscamenti, cementificazione, nuove strade e accessi ai cavidotti, aumentando la vulnerabilità del territorio. La paura è che gli impianti possano compromettere le prospettive di sviluppo economico-sociale delle aree montane.

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