6.3 C
Foligno
sabato, Gennaio 10, 2026
HomeCulturaDal trittico di Corraduccio alla pittura di Claudio Verna: a Foligno appuntamento...

Dal trittico di Corraduccio alla pittura di Claudio Verna: a Foligno appuntamento con l’arte

Doppio evento ai poli museali del Ciac per cittadini e turisti. Venerdì 10 gennaio la visita guidata da Marta Onali per ammirare l’opera recentemente acquistata dalla Fondazione Carifol; domenica, invece, il finissage della mostra “La profondità nella superficie”

Pubblicato il 9 Gennaio 2025 17:21 - Modificato il 10 Gennaio 2025 15:28

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Foligno, il Comune investe 80mila euro nell’illuminazione del centro

Ad essere interessate via Quadro, via Benaducci, via del Mercato, via delle Vergini e via Cairoli, che saranno dotate di punti luce con tecnologia led di ultima generazione. Cesaro: "Obiettivo proseguire in questo percorso"

Madonna del Pianto, tutte le modifiche alla viabilità

In occasione della solennità di domenica 11 gennaio prevista una serie di misure per regolare il traffico in via Garibaldi e nell’omonima piazza, che ospiterà anche i tradizionali banchi per la vendita delle arance

Spello, confiscato un appartamento alla criminalità organizzata

L’immobile di 180 metri quadrati, in pieno centro storico, risultava tra i beni riconducibili ad un’organizzazione campana dedita al riciclaggio di capitali derivanti da usura. Fabrizio Ricci: “Nei prossimi giorni il sopralluogo e l’avvio del percorso per il suo riutilizzo”

Appuntamento con l’arte a Foligno nel weekend. Da venerdì 10 a domenica 12 gennaio in agenda, infatti, due eventi all’insegna della pittura di ieri e di oggi nei poli museali del Ciac.

Si parte domani, venerdì 10 gennaio, con la visita guidata gratuita alla “Vergine col Bambino in trono con Santi e scene della vita della Vergine e di Santa Chiara” di Giovanni di Corraduccio, a cura di Marta Onali. Ospitato nell’ex chiesa della Santissima Trinità in Anunziata, il trittico a firma di quello che è considerato il pittore di punta della Foligno dei primi anni del XV secolo, noto come Mazzaforte, è stato acquistato recentemente dall’Ente di palazzo Cattani guidato dalla presidente Monica Sassi lo scorso 3 luglio nel corso dell’asta londinese di Sotheby’s. Poi, la presentazione alla città di Foligno, tornata ad ospitare un’opera rimasta fuori dal mercato per oltre mezzo secolo, una delle poche ad aver lasciato la sua nativa Umbria, dal momento che gran parte della produzione artistica di Giovanni di Corraduccio era stata realizzata in affresco e quindi rimasta in situ. L’appuntamento con la visita guidata gratuita al trittico, come detto, è in programma per venerdì 10 gennaio, alle 18.

Domenica 12, invece, negli spazi espositivi del Centro italiano di arte contemporanea di via del Campanile si terrà il finissage della mostra “Claudio Verna. La profondità nella superficie”, a cura di Davide Ferri. Figura chiave e fondatore del movimento artistico “Pittura Analitica”, nelle opere di Verna domina il colore e la sua capacità di assumere i valori massimi della saturazione e della luce. L’educazione artistica di Claudio Verna, classe 1937, ha preso forma in Umbria per proseguire poi con una lunga carriera in particolare a Firenze e Roma, numerose mostre collettive e rassegne internazionali. Le sue pitture si distinguono per un’espressività matura, caratterizzata da estremo rigore e intenso abbandono emotivo. La mostra, a cura di Italo Tomassoni, è promossa e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno; l’organizzazione è realizzata in collaborazione con Maggioli Cultura e Turismo.

“Verna – spiega lo stesso Tomassoni – descrive la pittura in sé, nelle sue componenti, nella sua assiomatica, nei suoi principi fondanti rapportati al mondo. Ne esamina i valori di base; conferisce senso e istituisce collegamenti tra le componenti dell’opera e la fruizione esterna; torna incessantemente al centro della problematica fino a constatare quanto sia riduttiva la concezione di una pittura che si arresti solo alla superficie e al supporto. Lo intrigano le potenzialità profonde dello spazio e del colore, le molteplici virtualità visive e percettive che dalla superficie si dilatano all’esterno o all’interno, in altezza e in profondità, in successioni dinamiche e stasi che riguardano il fare e il contemplare, i pieni e i vuoti dello spazio figurale, l’opera compiuta e il Reale. Tutto avviene nell’officina della pittura o nella “cucina” della pittura. Nessun ricorso a materiali che non siano i pigmenti nobili del dipingere; insomma – conclude il critico d’arte – lascia che tutto derivi dal gioco delle sovrapposizioni e dei timbri su cui si dilatano il fascino e il senso delle possibilità espressive compresse nel corpo dell’opera”.

Articoli correlati