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Zut e coworking, chiesta continuità fino a nuovi bandi: mozione bocciata

A lamentare la scelta operata dalla maggioranza folignate in consiglio comunale è l'intera opposizione che, nel corso dell'ultima seduta, aveva presentato un atto per discutere sulla possibilità di far proseguire momentaneamente le attività

Pubblicato il 2 Febbraio 2025 11:47 - Modificato il 3 Febbraio 2025 16:12

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“Si è consumata l’altro giorno in aula l’ennesima triste puntata della vicenda che riguarda la vita e il futuro di tante persone. La maggioranza ha negato la possibilità di discutere la mozione portata da tutte le forze di opposizione che chiedeva al sindaco e alla giunta di garantire la continuità delle realtà imprenditoriali che lavorano negli spazi dell’ex Reclusorio e dell’ex cinema Vittoria fino alla pubblicazione dei nuovi bandi e al mantenimento della destinazione d’uso dei due spazi”. È la denuncia che arriva da parte di tutti gli esponenti di opposizione che siedono all’interno del consiglio comunale di Foligno. La vicenda dibattuta è quella oramai nota di Zut e coworking Multiverso, due realtà che devono fare i conti con il termine delle loro concessioni. La riassegnazione dei due spazi dovrà essere oggetto di altrettanti bandi che, al momento, ancora non sono stati pubblicati. È per questo che nel consiglio comunale di giovedì pomeriggio le minoranze avevano presentato una mozione per discutere la possibilità di dare continuità – momentanea – alle due attività, per salvaguardare coloro che lì vi operano. Secondo una nota diffusa dalla stessa opposizione, però, nell’ultimo periodo si è sempre assistito a una totale chiusura. “La presa di posizione in consiglio comunale – scrivono – si aggiunge a quanto avvenuto nelle due sedute della conferenza dei capigruppo, gestita in maniera del tutto al limite del regolamento comunale dal presidente del Consiglio, Giuseppe Galligari. Sedute chiuse e poi riaperte, votazioni dichiarate valide e poi annullate, una grande confusione gestita maldestramente che si è conclusa con una seconda raffazzonata convocazione della capigruppo, conclusa con la decisione del presidente Galligari su proposta della maggioranza di non calendarizzare la mozione”.

Da qui, il sorgere di alcune domande: “Perché la maggioranza, il sindaco e gli assessori competenti continuano a negare un confronto su un tema così fondamentale per la comunità folignate? Le persone che hanno il proprio lavoro negli spazi del coworking davvero non hanno diritto di sapere se potranno continuare a svolgere la propria attività in quegli spazi o dovranno andarsene il 28 febbraio come ingiunto dal Comune? La cooperativa che opera nello spazio Zut – si legge ancora – e deve programmare le proprie attività annuali finanziate da Ministero e Regione, davvero non ha il diritto di sapere se avrà la disponibilità degli spazi che sono fondamentali per la loro realizzazione?”.

L’opposizione lamenta un mancato confronto in consiglio comunale: “Al momento – scrivono – abbiamo assistito solo a due uscite social del sindaco nel silenzio assordante delle forze politiche di maggioranza e degli assessori competenti entrambe con la volontà di ‘ristabilire la verità’ ed ‘evitare speculazioni’. E allora perché non venire in consiglio a raccontarla questa verità? Ricordiamo a tutti che il luogo demandato per il confronto politico e per prendere decisioni su questioni che riguardano la vita dei cittadini è il consiglio comunale, dove le opposizioni rappresentano la metà della comunità cittadina”.

Per i firmatari del comunicato inviato alla stampa, “è importante che il sindaco e la sua giunta tengano sempre a mente che governano questa città per 27 voti su 24.243 validamente espressi, questo dovrebbe indurli a capire che le decisioni devono essere prese ascoltando i cittadini e i loro rappresentanti in consiglio. In questa luce, l’atteggiamento di chiusura, la forzatura delle procedure regolamentari e l’arroganza mostrata nelle sedute consiliari sono ancora più atti politici di assoluta gravità – conclude la nota -. Ma la cosa ancor più grave è che mentre avviene tutto questo, la vita e il futuro professionale di tante persone è a rischio e chi dovrebbe tutelarli tace”.

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