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Appalti Omcl Foligno, ancora forti criticità per stipendi e buoni pasto

Nonostante le sollecitazioni da parte dei sindacati di categoria, e le sollecitazioni degli scorsi mesi, la situazione di quindici lavoratori non accenna a migliorare. L’appello delle segreterie: “È ora che la committenza prenda atto dell’inadeguatezza dell’appaltatore”

Pubblicato il 4 Febbraio 2025 17:43 - Modificato il 5 Febbraio 2025 12:47

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Continuano i disagi per parte dei lavoratori delle Omcl di Foligno. Gli stipendi, i fondi pensione e i buoni pasto di alcuni dei dipendenti continuano a non essere pagati o a subire ritardi, una situazione che era già stata sollevata due mesi fa ma che, evidentemente, non ha visto miglioramenti. Ad essere coinvolti in prima persona quindici lavoratori dell’azienda appaltatrice “La Gardenia” impiegati presso l’Omcl di Foligno, in favore dei quali Fit Cisl, Filt Cgil e la Uilt Uil hanno organizzato una conferenza stampa che si svolgerà in concomitanza dell’assemblea del 5 febbraio, organizzata dai lavoratori de “La Gardenia” insieme alle sigle sindacali. Le segreterie affermano di aver perso il conto di quante “lettere sono state costrette a recapitare al committente e all’appaltatore in quest’ultimo anno avente tutte il medesimo oggetto. La questione – hanno proseguito le organizzazioni dei lavoratori – seppur legalmente tutelata dall’obbligo solidale, non solleva i lavoratori dalle numerose difficoltà che a scadenza mensile sono, loro malgrado, costretti ad affrontare”. Ritardi che mettono indubbiamente in difficoltà i lavoratori che si ritrovano a dover affrontare una situazione di incertezza economica: “Se da una parte abbiamo i tempi comodi di un datore di lavoro che, con leggerezza, comunica continui posticipi del pagamento degli stipendi nonostante la committenza abbia pagato quanto dovuto nei tempi stabiliti, dall’altra abbiamo per i lavoratori scadenze puntuali ed inderogabili come mutui, prestiti e tasse”.
La richiesta portata avanti dai sindacati è quella di una presa di posizione da parte dell’azienda: “È ora che la committenza prenda atto dell’inadeguatezza dell’appaltatore – hanno concluso – e faccia delle azioni conseguenti onde evitare che il protarsi di tale situazione possa logorare il senso di responsabilità fino ad oggi dimostrato dai lavoratori coinvolti”.

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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