23.4 C
Foligno
domenica, Agosto 30, 2026
HomeAttualitàMontefalco, rivoluzione per il "rosso": addio a cabernet e merlot

Montefalco, rivoluzione per il “rosso”: addio a cabernet e merlot

Pubblicato il 2 Luglio 2015 09:25 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:42

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Montefalco si accende con la rassegna “Voci e suoni della Città”

L’iniziativa propone un cartellone di tre eventi tra spettacoli dal grande impatto visivo, musica e teatro e comicità, che andranno in scena nella cornice dei giardini del teatro San Filippo Neri

Tra parità di genere e valorizzazione delle aree interne va in scena la seconda edizione de “La forma dell’Acqua”

La rassegna, in programma per il 19 e 30 agosto e il 5 e 6 settembre, si svolgerà tra la Palude di Colfiorito e la biblioteca di Annifo. Otto autrici, tra cui Maria Grazia Calandrone, Chiara Tagliaferri e Nadeesha Uyangoda dialogheranno con Loredana Lipperini

Nuova truffa “zero click” su WhatsApp: cos’è e come proteggere il proprio account

Negli scorsi giorni è stata segnalata un’ondata di compromissioni di account sull’App di messaggistica sui dispositivi Apple con versioni non aggiornate di Ios e WhatsApp. I criminali, in alcuni casi, riescono ad intaccare il sistema senza che l’utente debba compiere alcuna azione

Dopo la conferma di Amilcare Panbuffetti come presidente del Consorzio lo scorso 22 giugno, altra importante novità per il disciplinare del “rosso” di Montefalco. Vino Doc dell’Umbria, e per questo disciplinata a norma di legge in un apposito documento (“disciplinare” per l’appunto), cambia la sua natura. Ad annunciarlo è proprio il nuovo consiglio d’amministrazione del “Consorzio tutela vini Montefalco”, che ha eliminato l’utilizzo del 15 per cento (fino ad un massimo del 30 per cento) di “altre uve autorizzate”come merlot e cabernet sauvignon, oltre al Sangiovese e al Sagrantino. Dunque, da tre uvaggi consentiti se ne potranno utilizzare solo due, dando sempre maggiore risalto alle tipicità del territorio, alla struttura e all’intensità del vino, prevedendo “l’utilizzo in prevalenza di Sangiovese, dal 60 all’80 per cento – come da nuovo disciplinare – e dal 10 al 15 per cento di Sagrantino”. Il Montefalco Doc è sempre più autoctono, legato al territorio e alle sue origini, apportando delle novità che, dalla prossima vendemmia, si potranno anche degustare.

Articoli correlati