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Foligno, l’opposizione lancia una petizione per il salario minimo comunale

Dopo la bocciatura della mozione da parte della maggioranza lo scorso mese di marzo, le forze di minoranza chiamano all’appello i cittadini. Obiettivo dichiarato “dotare il Comune di uno strumento concreto contro la precarietà e il lavoro povero”

Pubblicato il 4 Maggio 2025 13:13 - Modificato il 5 Maggio 2025 16:13

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L’opposizione folignate non ci sta e dopo la bocciatura, lo scorso mese di marzo, della mozione per l’introduzione del salario minimo comunale da parte della maggioranza torna alla carica e, chiamando a raccolta la cittadinanza, lancia una petizione popolare. Avvenuta simbolicamente il primo maggio, in concomitanza con la Festa dei lavoratori, la raccolta firme ha come obiettivo dichiarato dalle forze di minoranza quello di “dotare il Comune di uno strumento concreto contro la precarietà e il lavoro povero”. Per il centrosinistra folignate il salario minimo comunale rappresenta “una misura pratica e attuabile, già adottata con successo in diversi Comuni italiani – da Milano a Bologna, da Napoli a Firenze – e in molte città europee” con effetti che apostrofano “positivi, migliorando – sottolineano – le condizioni retributive dei lavoratori impiegati nei servizi pubblici e negli appalti, favorendo la stabilità occupazionale e incentivando le imprese a rispettare standard retributivi dignitosi”.

Un modello, dunque, che l’opposizione punta ad applicare anche nella terza città dell’Umbria, al fine di “garantire una soglia minima di retribuzione per le lavoratrici e i lavoratori impiegati in attività e servizi che dipendono direttamente o indirettamente dall’amministrazione comunale, seguendo l’esempio di altre amministrazioni che hanno fatto della giustizia sociale un punto di riferimento”. Per i gruppi di centrosinistra non si tratta di un’utopia, parlano piuttosto di una proposta concreta “che può essere attuata in tempi brevi – dichiarano -, senza bisogno di complicati interventi legislativi”.

Da una parte, dunque, la difesa e la promozione del salario minimo comunale, dall’altra l’attacco alla maggioranza di governo “che – commentano -, a parole, afferma di condividere la battaglia contro il lavoro povero, ma nei fatti si oppone sistematicamente a ogni proposta concreta che possa contrastarlo. La bocciatura della nostra mozione – sottolineano a questo proposito – è la prova di questa doppia faccia della politica: si preferisce parlare di tutele e di diritti, mentre nei fatti si nega qualsiasi strumento concreto per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle persone più vulnerabili. È un atteggiamento che danneggia i lavoratori, alimenta la sfiducia nelle istituzioni e perpetua il ciclo della precarietà”.

“La campagna di raccolta firme che abbiamo lanciato si affianca alla campagna referendaria nazionale sui temi del lavoro, con cui condivide l’obiettivo di tutelare i diritti dei lavoratori, migliorare la sicurezza sul lavoro e contrastare la precarietà” concludono per poi annunciare l’avvio di un percorso partecipativo volto a coinvolgere non solo i cittadini ma anche cooperative, sindacati ed esperti giuslavorista. In quest’ottica nelle prossima settimane verranno organizzate iniziative pubbliche per presentare la petizione e numerosi banchetti in città per raccogliere le firme.

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