12.3 C
Foligno
lunedì, Febbraio 9, 2026
HomeCronacaOmicidio Lucentini, la procura: "Armeni non lo ha soccorso"

Omicidio Lucentini, la procura: “Armeni non lo ha soccorso”

Pubblicato il 6 Agosto 2015 08:27 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:24

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Cristiana Chiacchierini rieletta all’unanimità alla guida de “Le Donne del Vino” dell’Umbria

Riconferma fino al 2028 per la delegata regionale. Assemblea al completo per un futuro di promozione enologica e valorizzazione femminile, tre nuove socie e vice delegate di rilievo nel settore

Trent’anni per il Centro di selezione e reclutamento nazionale dell’esercito

Tanti gli appuntamenti in calendario per i prossimi mesi tra momenti celebrativi e iniziative benefiche che coinvolgeranno la caserma “Gonzaga”. Si parte il 4 aprile con lo sport e si chiuderà il 2 ottobre con una cena di solidarietà

Morto monsignor Fontana: aveva guidato la diocesi di Spoleto per 14 anni

La scomparsa all’alba di lunedì in ospedale dove era ricoverato da qualche settimana per problemi di salute emersi a ottobre e che si erano aggravati nell’ultimo periodo. Settantanove anni, era vescovo emerito della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro

Un vero guerriero che “resetta” tutto, anche la morte del collega. E’ come si sentiva Emanuele Armeni ad un mese dall’uccisione di Emanuele Lucentini all’interno della caserma di Foligno. I nuovi particolari emergono dalle cimici che riprendono la conversazione del carabiniere accusato di aver ucciso volontariamente il suo collega. A riportarli nell’edizione di oggi è il quotidiano La Nazione, che descrive lo stato d’animo di Armeni il giorno della messa in memoria del collega scomparso da un mese. “Che messa? – chiede Emanuele Armeni all’interlocutore – io resetto subito, da vero guerriero”. Intercettazioni utilizzate dal procuratore Alessandro Cannevale e dal pm Michela Petrini per convincere anche il tribunale del Riesame a non scarcerare il militare. Ed i giudici della Libertà hanno infatti respinto l’istanza di scarcerazione presentata dalla difesa. In attesa delle motivazioni, per le quali ci vorranno 45 giorni, ci sarebbero anche altri elementi che rendono tortuosa la strada di Emanuele Armeni. Secondo la procura di Spoleto infatti, oltre all’impossibilità di esplodere un colpo non volontario dall’M12, sorprende il comportamento del carabiniere dopo l’esplosione. “Nessuno lo sente urlare o gridare aiuto dal piazzale della caserma. Non si avvicina al corpo di Lucentini per soccorrerlo – scrive l’accusa –. Tutto quello che fa è poggiare la pistola a terra e avviarsi camminando verso l’interno della caserma”. In merito al movente, si seguono due piste. Quella delle vicende personali e l’altra legata “a precedenti condotte di rilievo penale delle quali la vittima fosse venuta a conoscenza”.  

Articoli correlati