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Istituzioni e studenti celebrano il 3 febbraio ricordando i 24 deportati

La commemorazione si è svolta nella mattinata di ieri al cimitero centrale di Foligno e ha visto la deposizione di due corone d’alloro davanti alla stele e alla lapide dove sono incisi i nomi dei deportati

Pubblicato il 4 Febbraio 2026 12:35 - Modificato il 4 Febbraio 2026 15:42

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Foligno ricorda i 24 giovani deportati nei campi nazisti. La cerimonia di commemorazione si è svolta nella mattinata di ieri (3 febbraio) al cimitero di Foligno, con la deposizione di due corone d’alloro. La prima davanti alla stele che li ricorda situata nella rotatoria del cimitero centrale, mentre la seconda davanti alla lapide dove sono incisi i nomi dei deportati al sacrario del cimitero centrale di Santa Maria in Campis.

Alla celebrazione, che ha commemorato le 24 persone deportate il 3 febbraio del 1944 nei campi di Mauthausen e Flossemburg, hanno preso parte autorità civili e militari, ma anche alcuni studenti delle scuole cittadine e i rappresentanti di Aned Foligno.

Cerimonia nel corso della quale è stato letto il messaggio del sindaco Stefano Zuccarini. “In quel giorno d’inverno di oltre ottant’anni fa – si legge nella comunicazione del primo cittadino  –, 24 uomini vennero caricati di forza da un reparto dell’esercito tedesco, su camion diretti verso i campi di concentramento: tra essi vi era anche un sacerdote, il parroco, don Pietro Arcangeli. Soltanto tre di questi 24 catturati, riuscirono a fare ritorno vivi nelle case e a rivedere i loro cari. E proprio il 3 febbraio di due anni fa – ha proseguito –, decidemmo di inaugurare le prime ‘Pietro di Inciampo’ apposte in varie zone strategiche del territorio comunale: un’iniziativa fortemente voluta dall’amministrazione comunale a cui faranno seguito, come da impegni, ulteriori collocazioni”.

“Oggi, come 82 anni fa, siamo qui – si legge ancora nel messaggio del sindaco –, insieme, in questa giornata per ribadire che le persecuzioni, le guerre e le dittature vanno sempre e comunque condannate, senza se e senza ma, a prescindere dalle ideologie: soprattutto in questi tempi in cui la pace, la democrazia e la libertà tornato ad essere sotto attacco”.

“Ringrazio di nuovo tutti per essere intervenuti – conclude l’intervento –, e vorrei chiudere con un ringraziamento a tutto il personale dei servizi cimiteriali per la cura e l’attenzione che riservano a questi luoghi e a questi monumenti alla memoria”.

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