L’arte come mezzo di inclusione e accessibilità, ora anche a palazzo Trinci. Il progetto “ArteMia”, figlio della collaborazione di Crhack Lab Foligno 4D con la Usl Umbria 2, il Comune di Foligno e le cooperative Ellelle e La Locomotiva ha fatto un ulteriore passo in avanti, stavolta rendendo accessibile il museo cittadino anche a chi soffre di disabilità cognitive.
Venerdì 6 febbraio, proprio a Palazzo Trinci, alla presenza degli assessori alla Cultura e alle Politiche sociali, Alessandra Leoni e Lorenzo Schiarea, oltre che del presidente di Crhack Lab, Paolo Russo, e della responsabile del progetto Giorgia Marchionni, è avvenuta la presentazione ufficiale dell’iniziativa.
Nel dettaglio, attraverso “ArteMia” i ragazzi delle cooperative La Locomotiva e Ellelle hanno avuto l’occasione di realizzare una guida delle stanze e delle bellezze di palazzo Trinci, che sarà a disposizione dei turisti italiani e, presto, fruibile anche online e in lingua inglese.
“È un progetto in cui la nostra amministrazione crede molto – ha dichiarato in proposito Leoni –. Siamo stati entusiasti di concedere il patrocinio ad un’iniziativa come questa, che ci dà l’occasione di proiettare i nostri musei verso l’inclusione e l’ accessibilità”.
Per suggellare quanto presentato, al termine della conferenza in cui è stato illustrato il progetto, si è svolta una visita di palazzo Trinci, guidata proprio da coloro che hanno partecipato in prima persona al progetto. A partire dalla corte, hanno guidato i presenti in un percorso bello ed emozionante, in grado di combinare la meraviglia storico-artistica del Trinci alla sensibilità e all’inclusione delle illustrazioni proposte dai ragazzi.
“Oggi siamo al quarto capitolo di ‘ArteMia’ – spiega Giorgia Marchionni di Crhack Lab –, quello di aggiungere palazzo Trinci alla lista delle mete già raggiunte dal progetto è un grande traguardo. Attraverso l’iniziativa siamo riusciti a coinvolgere i ragazzi, che hanno avuto l’opportunità di divertirsi, imparare e crescere, entrando a contatto con una realtà che senza ‘ArteMia’ probabilmente non avrebbero conosciuto”.
“Ora – conclude – l’obiettivo è quello di espandere il raggio di azione del progetto, coinvolgendo altre strutture e luoghi, proponendo questo progetto ad altre realtà della Valle umbra e non solo”.


















