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Trevi, al teatro Clitunno uno spettacolo che mette in scena la figura di Borsellino

La rappresentazione, a cura di Nutrimenti Terrestri, approderà sul palco il prossimo sabato (21 marzo). Atteso un atto che rilegge la storia del magistrato con un monologo che chiama in causa il pubblico e la coscienza collettiva

Pubblicato il 19 Marzo 2026 16:36 - Modificato il 19 Marzo 2026 16:54

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Al teatro Clitunno di Trevi un Borsellino picaresco, sfrontato, rabbioso, lucido, imprevedibile ma mai mesto. È quello che andrà in scena il prossimo sabato (21 marzo) in occasione della giornata per le vittime delle mafie.

Lo spettacolo “La grande menzogna”, a cura di Nutrimenti Terrestri, scritto e diretto da Claudio Fava con David Coco, è il secondo appuntamento della stagione di prosa trevana con il teatro d’impegno civile, dedicato alla memoria e alla coscienza collettiva con storie che ricordano, denunciano e spingono a riflettere. Dopo “La foto del carabiniere” di Claudio Bocaccini, per la Giornata della Memoria, tocca quindi a “La grande menzogna”, il furto di verità che il paese ha subito sulla morte di Paolo Borsellino, ridotta ormai a un garbuglio di menzogne, finti testimoni, amnesie, sorrisi furbi, processi viziati, infiniti silenzi e sfacciate, sfacciatissime menzogne.

Il testo non porterà in scena la narrazione minuziosa del depistaggio, perché non vuole essere un’operazione di teatro pedagogico della memoria, ma anzitutto un’invettiva. Protagonista Borsellino, raccontato non più nell’agonia della morte, ma nella condizione risolta di chi non c’è più e vuole riepilogare le cose accadute, con il divertito distacco di chi è ormai altrove.

Un Borsellino – come detto – picaresco, sfrontato, rabbioso, lucido, imprevedibile ma mai mesto. La sua invettiva, infatti, non ha come obiettivo mafie e manovali mafiosi ma il pubblico dei vivi, dei giusti, degli addolorati, dei falsi penitenti, degli irrimediabili distratti. “Alla banalità del male – spiegano gli organizzatori –, la voce del giudice sostituisce la banalità del bene, la sua ovvietà, il comodo rifugio di chi inventa eroi ed eroismi per non accorgersi che della verità viene fatto scialo sotto i suoi occhi”.

“In questo paese – dirà Borsellino tra le ultime battute, in un dialogo immaginario con il pubblico e la figlia, Fiammetta – fa comodo a tutti pensare che dietro la magia ci sia solo mafia. Che le ombre sono solo macchie di luce. Che dopo ogni notte ritorna il giorno, e si porta via i pensieri storti, i sospetti, i silenzi”. Lo spettacolo terminerà poi con un finale aperto restituito allo spettatore: “La verità. Dedicatemi la verità”.

Per maggiori informazioni e consultare il programma dettagliato consultare il sito www.teatroclitunnotrevi.it.

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