Un locale sanzionato per aver esercitato attività di pubblico spettacolo pur non avendo il titolo autorizzativo ed un altro a cui è stata sospesa temporaneamente l’attività di pubblico spettacolo perché aveva superato la capienza massima consentita. È il bilancio dei controlli messi in atto tra gennaio e febbraio dal comando di polizia locale guidato da Simonetta Daidone anche a seguito dei tragici fatti di Crans Montana del 31 dicembre scorso, quando cioè l’incendio scoppiato all’interno della discoteca Le Constellation aveva portato alla morte di 41 persone ed al ferimento di altre 115.
Complessivamente a Foligno sono state diciotto le attività, tra discoteche e bar, passate al setaccio dalla polizia locale, in alcuni casi anche con il supporto delle altre forze di polizia. Controlli che hanno riguardato la verifica del possesso delle autorizzazioni per esercitare, appunto, attività di pubblico spettacolo ma anche il rispetto delle regole di sicurezza.
E se sul fronte delle discoteche si riscontra un sostanziale allineamento con le regole previste, più critico potrebbe risultare, in città, il quadro per quanto riguarda i discobar. “Si tratta – spiegano dal comando di polizia locale folignate – di attività in possesso della sola licenza per la somministrazione di alimenti e bevande, laddove quindi venissero organizzati eventi che consentono anche l’attività di ballo si andrebbe a configurare un’attività di pubblico spettacolo pur senza autorizzazione. Questo comporterebbe l’adozione delle sanzioni amministrative previste dall’articolo 666 del codice penale con multe che oscillano tra i 258 e i 1.549 euro. In caso di recidiva, inoltre, il rischio per i titolari è la sospensione della licenza”.
Secondo quanto sottolineato dal comando di viale Marconi, infatti, ci sono degli standard di sicurezza che vanno garantiti e che spesso questo tipo di attività, proprio per la loro natura legata – come detto – alla sola somministrazione di alimenti e bevande, non prevedono. Esistono, comunque, delle eccezioni. È contemplata, infatti, la possibilità di attività di pubblico spettacolo, purché si tratti di eventi occasionali e solo dietro autorizzazione da parte del Comune, che viene concessa dopo la presentazione dell’apposita Scia.
Questa, dunque, la disciplina per i discobar e i rischi in cui possono incorrere i titolari di questa tipologia di attività. Intanto i controlli vanno a avanti e, come specificato dal comando di polizia locale, proseguiranno nelle settimane a venire anche alla luce di quando stabilito a livello provinciale a fine gennaio, quando cioè il prefetto di Perugia, Francesco Zito, aveva convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per dare attuazione, a livello locale, alle disposizioni contenute nella direttiva del ministro dell’Interno dopo i fatti di Crans Montana. Successivamente a quel tavolo, infatti, era stata diramata ai sindaci umbri una circolare con tutte le indicazioni operative del caso.




















