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Foligno, bilancio in positivo ma sorgono polemiche sui proventi da multe e Tari

Il rendiconto si è chiuso in positivo con un fondo cassa di oltre 20milioni di euro, come spiegato dalla dirigente Marchi nel corso del consiglio comunale del 29 aprile. Una situazione definita “positiva” da tutti i consiglieri ma che ha comunque acceso il dibattito

Pubblicato il 3 Maggio 2026 12:32 - Modificato il 3 Maggio 2026 12:33

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Il bilancio del Comune di Foligno si è chiuso in positivo con un fondo cassa di oltre 20milioni (20.721.913) di euro, in incremento rispetto agli oltre 19milioni (19.500.000) di euro iniziali. A spiegarlo in occasione del consiglio comunale di mercoledì 29 aprile, la dirigente dell’aerea Servizi Finanziari, Michela Marchi, nell’ambito dell’approvazione del rendiconto di gestione per l’esercizio 2025. “Gli equilibri di bilancio – ha sottolineato dopo aver spiegato le varie voci del rendiconto – sono stati rispettati e il collegio dei revisori dei conti ha proceduto alla verifica e al conseguente asseveramento delle posizioni creditorie e debitorie dell’Ente con le società e gli organismi partecipati”.

Un bilancio definito come “sano” sia dai componenti di maggioranza che di opposizione presenti in consiglio comunale, ma che comunque non è stato esente da polemiche soprattutto per quanto riguarda l’andamento delle entrate e che di fatto è stato approvato con 16 voti favorevoli (maggioranza) e 8 contrari (minoranza). In particolare, ad essere criticate quelle provenienti dalle sanzioni del codice della strada, che, come riportato anche nella relazione del collegio dei revisori dei conti, ammontano a 1.294.374 euro per le sanzioni relative all’ex articolo 208 e a oltre 3milioni (3.362.135) di euro per multe derivanti dall’ex articolo 142 (eccesso di velocità).

“Da quando sono stati inseriti i famosi autovelox sulla Flaminia (uno in direzione Nocera e uno in direzione Foligno, ndr) – ha sottolineato Fantauzzi – c’è stato un incremento importante delle entrate relative alle sanzioni che, negli anni precedenti, hanno sempre oscillato intorno al milione”. Mentre lo scorso anno c’è stato “un incremento notevole che, insieme alle entrate derivanti dalle sanzioni ‘cittadine usuali’, come i divieti di sosta, ammonta a oltre 4 milioni e mezzo di euro”. Criticata dal consigliere poi l’utilità degli autovelox che “servono per il rispetto dei limiti di velocità. Diverso il concetto di sicurezza. L’autovelox – è intervenuto – è molto efficace, in termine di gettito, appena installato ma poi perde l’efficacia. Se si volesse fare qualcosa di davvero efficace per la sicurezza si dovrebbe mettere il tutor che prende la velocità media in tutto il tratto, che solitamente viene messo sulle autostrade”.

A rispondere l’assessore al Bilancio e vicesindaco, Riccardo Meloni, che ha sottolineato come “l’autovelox riduce la possibilità di incidente, abbassa la velocità e sicuramente aumenta la sicurezza e chi non rispetta questi parametri viene sanzionato e i soldi vanno nelle casse comunali. Preferisco scegliere una sanzione di alta velocità – ha proseguito –, che non solo aumenta la sicurezza ma che spesso non viene pagata dai cittadini locali. Le risorse servono, un Comune deve avere delle entrate, l’alternativa sarebbe aumentare le tasse”. Un mezzo, quello degli autovelox, “utilizzato da tanti Comuni ed è quello eticamente più giusto perché deriva da una sanzione del codice della strada”.

Sollevata, sempre da Fantauzzi, la dibattuta questione dei rifiuti e dello spazzamento, a fronte di oltre 16 milioni (16.488.000) di euro derivanti dalla Tari, entrati nelle casse comunali nel 2025, oltre a 300mila euro di Tari per recupero evasione, come spiegato dalla dirigente, Michela Marchi.

“A fronte di un milione di euro di Tari in più entrati nelle casse del Comune, rispetto allo scorso anno, io non vedo miglioramento. Dopo aver fatto accesso agli atti – ha spiegato il consigliere pentastellato – è venuto fuori che il servizio di spazzamento viene effettuato una volta al giorno nel centro storico poi, via via che ci si dirige verso le frazioni, si diminuisce sempre di più”. Una differenza notevole tra il centro e le frazioni, con alcune zone della città in cui lo spazzamento “arriva una volta l’anno. Chi abita nelle frazioni paga quindi un servizio che non percepisce. Siamo in un bilancio virtuoso, ma – ha proseguito – il problema dei rifiuti e della pulizia, che vede un constante aumento della tassazione, venga quantomeno migliorato nel servizio”.

A prendere la parola, questa volta, l’assessore alle Politiche ambientali, Marco Cesaro che ha dato ragione a Fantauzzi sul fatto che lo spazzamento in alcune zone avviene di rado, “ma voglio ricordare – è intervenuto – che non è una leva che può azionare il Comune di Foligno, perché il servizio è stato affidato nel 2012. Quei numeri li scelsero gli amministratori dell’epoca e noi li abbiamo ereditati. Il contratto andrà in scadenza nel 2027 e quello dello spazzamento è un grande tema”. Relativamente allo stato di incuria della città, “si dice che la città è sporca – ha sottolineato -, ma anche in questo caso sarebbe corretto dire che ci sono problemi che riguardano il centro storico e lo scorretto conferimento da parte di alcuni cittadini. Il fenomeno – ha aggiunto – è circoscritto al centro storico, il servizio funziona bene nel resto della città e stiamo lavorando per togliere i sacchetti dalla strada”.

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