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L’accademia Italiana della Cucina di Foligno celebra il riconoscimento dell’Unesco 

Una cena ecumenica con menù umbro a km zero per omaggiare la cucina italiana patrimonio dell’umanità. Protagonista anche il Soroptimist per  onorare gli obiettivi comuni di  trasformare il cibo in cultura e la tavola in condivisione

Pubblicato il 23 Marzo 2026 15:08 - Modificato il 12 Agosto 2026 09:40

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Una conviviale ecumenica straordinaria ha riunito giovedì 19 marzo tutte le delegazioni dell’Accademia Italiana della Cucina per festeggiare il riconoscimento Unesco della “Cucina Italiana” come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. L’evento promosso dalla Delegazione di Foligno, presieduta dalla delegata Claudia Valentini,  insieme al Soroptimist International Club Valle Umbra, si è svolto al Ristorante La Chiesa Tonda di Spello, ed ha visto la partecipazione della presidente del Club per l’Unesco di Foligno e Valle del Clitunno, Maria Luisa Guerrini, e del vicesindaco Riccardo Meloni.

L’Unesco nell’attribuzione di questo importante riconoscimento, ha definito la cucina italiana un “insieme di sapori conviviali e sociali trasmessi di generazione in generazione su tutto il territorio nazionale” che “si sviluppa a livello domestico, venendo trasmessa nelle famiglie in maniera informale, attraverso ricette tradizionali continuamente trasformate”. E la serata dello scorso giovedì ha incarnato proprio questo spirito, unendo cultura, territorio e solidarietà in un momento speciale di incontro.

“L’Accademia Italiana della Cucina – ha commentato la delegata Claudia Valentini – ha la missione di salvaguardare e valorizzare la tradizione gastronomica nazionale custodendo le cucine regionali e difendendo il legame tra territorio prodotto tipico ed identità storica”.

Durante la serata, il Soroptimist ha presentato il progetto “Donne e Agricoltura – 2026 Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici”, che valorizza il ruolo femminile nel settore agroalimentare, e “La Cultura delle Donne per una Coltura Ecosostenibile + Contrasto allo Spreco”, per sostenere prodotti italiani di alta qualità, eccellenze umbre e pratiche sostenibili. Il menù ha previsto portate tutte a km zero,  raccontando la  tradizione  umbra, con un aperitivo di formaggi, marmellate, pani e bruschette con paté umbro e cipolla di Cannara caramellata. E ancora uovo poché con vellutata di patate, lenticchie di Colfiorito croccanti e tartufo di Valtopina. A seguire tagliatelle con ragù bianco di Chianina, cotte nel brodo di zafferano di Cascia, reale di maiale cotto lentamente con insalata campagnola e, per dessert, zuppa inglese e frittelle di San Giuseppe.

Una celebrazione che ha sottolineato l’importanza della qualità alimentare e del rafforzamento della cultura gastronomica attraverso il rispetto del territorio e della vita sociale.

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