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Barba e inflessione romana: dietro le rapine di Foligno e Trevi sembrerebbe esserci lo stesso uomo

A tracciare l’identikit sono state le vittime delle attività colpite negli scorsi giorni: tra gli elementi comuni anche la corporatura del malvivente. L’arresto nella serata di mercoledì dopo il tentato colpo in una tabaccheria ad opera della polizia

Pubblicato il 30 Aprile 2026 13:22 - Modificato il 1 Maggio 2026 13:17

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Italiano, alto più o meno 1,80 metri, corporatura media e sul volto sempre una maglietta arrotolata o un passamontagna. Questo l’identikit del rapinatore arrestato nella serata di mercoledì 29 aprile, intorno alle 20.33, in una tabaccheria di Borgo Trevi, tracciato dal titolare dell’attività che ha tentato di colpire. Caratteristiche, queste, che corrisponderebbero alle descrizioni fatte dai titolari di altre delle attività rapinate negli ultimi giorni a Foligno.

Se si dovesse trattare della stessa persona finita in manette nella serata di ieri a opera degli agenti del commissariato di Foligno agli ordini del vice questore Adriano Felici, all’uomo verrebbero contestate anche altre tre rapine, due ai danni di altrettante farmacie e una in un bar; mentre in un quarto caso, che ha coinvolto un market, la rapina non è andata a buon fine. 

A contraddistinguerlo, secondo i racconti delle vittime dei colpi sentite da Rgunotizie, soprattutto una marcata inflessione romana e la barba che alcuni di loro sono riusciti ad intravedere. Il personale di uno dei locali colpiti, infatti, ha spiegato che prima di entrare l’uomo avrebbe fatto una sorta di sopralluogo davanti all’attività, per poi entrare poco dopo  con il volto in questo caso coperto. L’inflessione romana, invece, si è palesata, nelle testimonianze delle vittime, quando gli ha intimato la consegna del denaro e per scongiurare un’eventuale chiamata al numero unico di emergenza, minacciando di “spaccare tutto” qualora non fosse stato ascoltato.

A differire gli oggetti usati per minacciare il personale delle attività: mentre nelle farmacie sarebbero state usate delle forbici e un cacciavite, nel bar e nel market come strumenti di minaccia sarebbero stati usati dei taglierini. Unicum quello della tabaccheria, dove il tentato furto sarebbe avvenuto, come spiegato dal titolo, mediante l’utilizzo di un oggetto riconducibile ad una chiave svitabulloni.

Ed è proprio nel momento in cui l’uomo ha tirato fuori la svitabulloni nella tabaccheria che il personale della polizia di Stato è intervenuto, neutralizzandolo con grande rapidità e così sventando quella che sarebbe stata la quinta rapina in pochi giorni. L’intervento è stato talmente repentino che lo stesso proprietario ha voluto sottolineare “la qualità e la sicurezza dell’azione” dei poliziotti folignate. “Siamo davvero grati alla Polizia di Stato – ha dichiarato –, che si è dimostrata estremamente efficace e professionale”. 

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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