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“Nuovo Cinema Vittoria”, Mattioli attacca alla vigilia della riapertura: “Solo costi sulle spalle dei cittadini”

Non si spengono le polemiche sulla gestione da parte dell'amministrazione dello spazio di corso Cavour. Il consigliere di Foligno in Comune: "Scelta politica per cancellare una realtà culturale, che costa più di 100mila euro alle casse pubbliche"

Pubblicato il 5 Maggio 2026 15:34 - Modificato il 6 Maggio 2026 14:32

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“Domani ci sarà un’inaugurazione. Ma il conto politico, culturale ed economico delle scelte del sindaco sullo spazio ex ‘Vittoria’ è già arrivato”. Con queste parole il consigliere comunale di Foligno in Comune, Diego Mattioli, alla vigilia dell’inaugurazione del “Nuovo Cinema Vittoria” (in programma per mercoledì 6 maggio 2026, ndr) ha riacceso il dibattito relativo alla tanto discussa gestione degli spazi di corso Cavour da parte della giunta Zuccarini.

Le polemiche, ancora vive, erano scoppiate quando l’amministrazione non aveva rinnovato la concessione alla cooperativa Ge.Ci.Te che dal 2014 si è occupata della gestione degli spazi, costringendola, di fatto, ad abbandonarli a primavera 2025. Spazi che mercoledì 6 maggio, dopo circa un anno, saranno aperti al pubblico.

Secondo Mattioli la scelta di palazzo Orfini Podestà è stata un danno economico per il Comune stesso: “Alla vigilia dell’inaugurazione dello spazio ex ‘Vittoria’ – ha detto –, l’amministrazione comunale continua a raccontare una storia fatta di rilancio e valorizzazione culturale, evitando, però, di dire tutta la verità. Nel solo primo anno il costo complessivo delle scelte politiche compiute su quello spazio ha già superato i 100mila euro di risorse pubbliche”.

Un esborso, che secondo il consigliere di minoranza è dovuto alla decisione della giunta di disporre “l’affidamento integrativo dei servizi di gestione tecnica e organizzativa a CoopCulture attraverso la delibera 210 del 27 aprile 2026, per un importo di 60mila euro l’anno a carico dei cittadini”. “Questo nuovo costo strutturale – ha spiegato – e ricorrente si aggiunge ad una serie di oneri già sostenuti dal Comune e direttamente collegati alla chiusura dello Zut e alle decisioni assunte negli ultimi mesi”.

Secondo Mattioli, sono di “6.930 euro i mancati introiti per affitti non riscossi”, a cui si aggiungerebbero “26.909 euro per lavori di ripristino e acquisto di attrezzature, 9.929 euro di debito fuori bilancio per il riconoscimento del diritto di avviamento e i già citati 60mila euro annui per la nuova gestione”. Cifre, queste, che incarnerebbero “costi a carico della collettività tali da superare i 103mila euro”.

“E non è finita qui – ha incalzato il rappresentante di Foligno in Comune –. L’affidamento dei servizi di gestione è inserito nell’ambito del contratto già in essere con CoopCulture, valido fino al 30 novembre. Questo significa che, nel solo periodo residuo dell’attuale affidamento, la spesa complessiva per la gestione dello spazio ex Vittoria sfiorerà i 100mila euro, che si sommano ai 44mila già spesi, oltre agli affitti non incassati. Se questo modello fosse confermato, il costo complessivo per la città supererebbe facilmente i 200mila euro”.

A rappresentare un problema, oltre ai costi, secondo Diego Mattioli, anche la narrazione costruita dai vertici dell’amministrazione per legittimare la propria scelta: “Questa situazione – ha sentenziato – è resa ancora più grave dalla totale falsità della narrazione secondo cui l’amministrazione starebbe ‘restituendo uno spazio alla città’. Quello spazio era già della città. La convenzione tra Comune e Zut prevedeva, infatti, la piena disponibilità dell’ex Cinema Vittoria fino a 30 giorni l’anno per l’Ente, possibilità quasi mai utilizzata”. 

La tesi proposta vede la decisione come figlia di una “scelta politica precisa”, che avrebbe avuto l’obiettivo di “cancellare una realtà culturale che il sindaco stesso ha definito in mano ad una élite culturale”. “Oggi – ha commentato Mattioli – si sostituisce un luogo vivo e riconosciuto, cuore pulsante della vita culturale folignate con uno spazio gestito a caro prezzo senza un progetto chiaro”.

Infine, il consigliere di Foligno in Comune ha descritto quella che secondo lui sarebbe stata la via da seguire per una corretta gestione degli spazi: “Un bando pubblico – ha concluso – avrebbe garantito continuità culturale, trasparenza amministrativa, concorrenza, qualità dei progetti e sostenibilità economica”.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista. Classe 2004

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