Foligno si prepara ad accogliere i festeggiamenti per la solennità di Sant’Isidoro, patrono degli agricoltori. Da giovedì 14 a domenica 17 maggio sono tanti gli appuntamenti in programma, con centro nevralgico la chiesa di Ponte San Magno. Le tradizionali celebrazioni non conoscono confini di quartiere, abbracciando l’intera pianura che si estende fino alle frazioni di Corvia e Scafali, di Cave e Maceratola.
Oltre all’adorazione eucaristica, prevista tutti i giorni alle 17, fatta eccezione per sabato quando alle 20 sarà il momento della cena di Sant’Isidoro, il momento clou delle celebrazioni è in programma per domenica. Dopo le celebrazioni eucaristiche mattutine delle 9 e delle 11, il pomeriggio vedrà protagonista il simbolo dell’agricoltura moderna: il trattore.
Alle 15, infatti, si terrà la benedizione dei mezzi agricoli, che sarà seguita dalla sfilata nelle vie cittadine, dove sono attesi tra i 50 e i 60 trattori, che porteranno per le strade la statua di Sant’Isidoro, mentre nella serata accompagneranno la processione.
Dopo la sfilata dei trattori, alle 16.30 spazio ai ragazzi dell’Asd Ritmica Fulginium 73, la cui esibizione sarà seguita da un momento di folklore, con balli e canti della tradizione rurale umbra, con tanto di vestiti tipici. Il tutto sarà accompagnato anche da una gara di dolci. Dalle 18 alle 21, poi, Samuele Trabalza si occuperà della colonna sonora.
Alle 21, da via Marchisiello, partirà quindi la processione, che attraverserà via Cicerone, via Damiano Chiesa, via Catullo, via Ferrero, via Santo Pietro, via del Roccolo, via Don Pietro Arcangeli e via Grumelli e poi il ritorno. Il tutto accompagnato dalle note della Banda musicale di Annifo.
A chiudere la festa sarà, infine, il “Focaraccio di Sant’Isidoro”: un rito ancestrale che chiude il cerchio tra sacro e profano, affidando al calore della fiamma le speranze per la stagione agricola a venire.
La storia di Sant’Isidoro è profondamente legata al mondo del lavoro e della terra, proprio come spiegato da don Cristiano Antonietti sul numero 17 del 10 maggio della Gazzetta di Foligno. “”La devozione viene dalla Spagna – aveva dichiarato – e si è diffusa anche da noi. In particolare, qui a Foligno, nella chiesa più grande della campagna. Attorno alla figura di Isidoro si concentra la devozione per i raccolti, le benedizioni e la fertilità dei campi”.
Un legame, quello tra il santo e la terra, che si concretizza anche nel momento della benedizione. “È una festa dell’agricoltura e del bestiame – ha concluso -: un tempo si benedicevano gli animali, oggi i trattori che li hanno sostituiti nel lavoro quotidiano nei campi”.



















