Si dicono disponibili “a valutare la sospensione per una settimana dell’astensione dal lavoro straordinario e dalle prestazioni eccedenti il normale orario individuale” a patto, però, che l’amministrazione formuli “una richiesta formale finalizzata a trovare soluzioni concrete”. All’indomani dell’irruzione in consiglio comunale da parte di un nutrito gruppo di genitori, con figli e passeggini al seguito, e a poche ore dall’incontro con le stesse famiglie fissato per le 18.30 al parco Hoffman per fare il punto della situazione, le sigle sindacali di Uil Fp, Fp Cgil e Usb intervengono nuovamente sulla vicenda dei nidi comunali.
Lo hanno fatto con una nota in cui hanno ribadito la legittimità dello sciopero di un mese degli straordinari da parte delle educatrici, scattato nella giornata di ieri (martedì 9 giugno), rafforzata dalla “comunicazione della Commissione di garanzia che – sottolineano -, esaminata la proclamazione dell’iniziativa sindacale, ha confermato la piena legittimità dello sciopero”. Ma non solo. Dalla Commissione, infatti, è anche arrivato l’invito alle parti “a individuare, in spirito di reciproca collaborazione, le migliori soluzioni possibili per tutelare lavoratrici, bambini e famiglie e ridurre al minimo i disagi all’utenza”.
Un invito che per le forze sociali ricalca, pienamente, il loro intento. Diversamente, invece, dalla strada scelta dal Comune. Il riferimento è, in particolare, alla diffida del 4 giugno scorso “a revocare l’iniziativa o a rimodularla – spiegano i sindacati – sulla base di una presunta illegittimità che la Commissione di garanzia non ha rilevato”. “Quella diffida non poteva essere accolta”, rilanciano ora le forze sociali parlando di “un’iniziativa legittimamente proclamata sulla base di una interpretazione errata dell’amministrazione”. Rivendicata, inoltre, “una linea responsabile fin dall’inizio, dando immediata disponibilità – aggiungono – a valutare un differimento di 48 ore dell’iniziativa, finalizzato a cercare soluzioni concrete e non a rinviare ancora il problema”.
I sindacati hanno, quindi, dichiarato di aver saputo della decisione di tagliare il servizio “solo dopo i genitori”, attivandosi però in maniera immediata per chiedere l’apertura di “un confronto operativo per individuare soluzioni condivise e meno penalizzanti”. Un’apertura che non sarebbe, però, arrivata dal momento che, proseguono, “l’amministrazione ha continuato dritta per la propria strada, mantenendo la chiusura generalizzata dei nidi alle ore 13:45 e alimentando un muro contro muro che non aiuta nessuno” e non offrendo neppure alle famiglie “soluzioni alternative”.
Per i sindacati “la sicurezza dei bambini è e resta prioritaria” ma non può prescindere da un servizio che, dichiarano, “deve essere organizzato con personale sufficiente, sostituzioni tempestive, continuità educativa e programmazione adeguata”. Proprio per “ridurre tensioni e incomprensioni”, le forze sociali hanno deciso di incontrare questo pomeriggio le famiglie “per spiegare con chiarezza la situazione, ascoltare le difficoltà delle famiglie e valutare insieme ogni possibile iniziativa utile a tutelare bambini, famiglie, educatrici e qualità del servizio”.
Intanto resta valido l’invito al Comune “a un dialogo vero, dando seguito all’invito della Commissione di Garanzia: cercare soluzioni, non alimentare il conflitto”. Se si dovesse concretizzare uno scenario del genere, le sigle sindacali – come detto – si dicono “pronti a valutare la sospensione dell’iniziativa per una settimana, qualora l’Ente lo chieda formalmente. Non possiamo però modificare da soli una proclamazione già trasmessa alla Commissione di garanzia, né possiamo rimodularla sulla base di diffide che si sono rivelate immotivate. Noi siamo pronti al confronto – concludono -. Chiediamo anche al Comune di fare la propria parte”.




















