“Foligno è diventata la città umbra con la più alta concentrazione media di biossido di azoto”. A lanciare l’allarme Legambiente Foligno e Valli del Topino commentando i dati di Arpa sulla qualità dell’aria in Umbria nel 2025.
Le nuove linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, sottolineano dall’associazione ambientalista, fissano per il biossido d’azoto, inquinante generalmente associato al traffico veicolare, un valore di riferimento di 10 μg/m³ (microgrammi di inquinante per metro cubo di aria, ndr) come media annuale, al di sotto del quale si riduce significativamente il rischio di effetti negativi sulla salute.
A proporre un’analisi dell’aria respirata a Foligno il numero 28 della Gazzetta di Foligno (in edicola fino a mercoledì 29 luglio), che evidenzia come i dati Arpa relativi al 2025 rispetto ai Pm10 e ai Pm2.5 fotografano un quadro complessivamente accettabile, anche se restano perplessità sui limiti in vigore dal 2030 e su come arginare l’inquinamento atmosferico. Intervistati per l’occasione il dirigente della struttura qualità dell’aria di Arpa Umbria, Marco Vecchiocattivi, e il pediatra e presidente di Fiab Foligno Pietro Stella.
Tornando a Legambiente, l’associazione ha sottolineato come, ad oggi, il valore di 10 μg/m³ rappresenti una raccomandazione dell’Oms, mentre dal 2030 entreranno in vigore nuovi limiti previsti dalla normativa europea: il valore limite annuale passerà dagli attuali 40 μg/m³ a 20 μg/m³. “Se tali limiti fossero già in vigore – spiegano – oggi, Foligno risulterebbe fuori dai parametri di legge. Per la prima volta la città della Quintana ha superato Terni e Perugia, comuni molto più grandi”.
Da considerare, però, che l’unica stazione di rilevazione dell’Arpa a Foligno è situata nella zona di Porta Romana, area dove si concentra un alto flusso di traffico veicolare.
Dati, quelli relativi al biossido di azoto, che per l’associazione ambientalista “dovrebbero destare preoccupazione. È infatti noto che l’aumento delle concentrazioni degli ossidi di azoto, così come le polveri sottili sia correlato a una maggiore incidenza di attacchi d’asma, malattie respiratorie, patologie oncologiche e, nei casi più gravi, a un aumento della mortalità”.
Per gestire il fenomeno Legambiente suggerisce innanzitutto l’importanza di analizzare i dati statistici relativi ai flussi e ai volumi del traffico veicolare registrati negli ultimi anni, attraverso un confronto condiviso con le organizzazioni che operano sul territorio. “Solo così – aggiungono – sarà possibile valutare l’efficacia delle misure già adottate e individuare ulteriori interventi di miglioramento”.
In questo senso l’analisi dei dati deve accrescere la consapevolezza della cittadinanza e “favorire l’adozione di politiche volte a ridurre le fonti di inquinamento. Per quanto di competenza dell’amministrazione comunale – incalzano –, ciò significa intervenire in particolare sul traffico veicolare privato, promuovendo forme di mobilità sostenibile”.
Foligno, inoltre, per la sua conformazione pianeggiante e le sue dimensioni potrebbe incentivare notevolmente gli spostamenti a piedi e in bicicletta. “L’attuazione del biciplan, prevista dal Pums, ad esempio, non è mai stata portata a termine – concludono da Legambiente – nonostante sia un ottimo strumento di pianificazione per la mobilità su due ruote”.
Un progetto, quello della bicipolitana, già realizzato da Fiab Foligno e – come detto – inserito dall’amministrazione comunale nel Pums, come anticipato da Pietro Stella, sempre sulle colonne della Gazzetta di Foligno, e che prevede una rete di piste e corsie ciclabili che colleghi i principali punti della città.


















