Vent’anni di musica elettronica, sperimentazione e contaminazioni artistiche. Dal 19 al 21 giugno Foligno ospiterà la ventesima edizione di Dancity, il festival internazionale di cultura e musica elettronica nato nel 2006 in città e diventato nel tempo uno degli appuntamenti più riconosciuti del settore in Italia. Sarà però un’edizione dal sapore particolare, perché segnerà la conclusione del festival nella sua veste storica dopo due decenni di attività.
La rassegna di questo fine settimana celebrerà il ventennale nei luoghi storici di Foligno, tra l’auditorium “San Domenico” e palazzo Candiotti per poi concludersi tra i filari della cantina Caprai a Montefalco. Un’edizione speciale che vedrà il festival presentare un programma artistico in equilibrio tra desiderio di ricerca e sperimentazione, con costanti rimandi a forme musicali contemporanee è tradizionali.
Per celebrare i 20 anni di attività dell’associazione, Dancity ha organizzato la mostra “Exxbition – 20 years of dancity” allestita al secondo piano di palazzo Candiotti. Un’esposizione realizzata in collaborazione con le studentesse e gli studenti del Nid (Nuovo istituto design di Perugia) che rappresenta un percorso esperienziale tra immagini, archivi, suoni e memorie che costruiscono la traiettoria del festival dal 2006 ad oggi. Un archivio all’interno del quale sarà possibile anche personalizzare il merchandising ufficiale attraverso gli interventi di cucito creativo dell’artista Valentina Trabalza.
LINE UP
L’onda sonora del Dancity prenderà forma, come detto, tra gli affreschi trecenteschi dei palazzi storici cittadini per mettere in relazione culture, traiettorie e immaginari provenienti da mondi apparentemente lontani. Tra le presenze colpisce subito quelle di The Orb, una delle formazioni che ha inciso più a fondo nell’immaginario della musica elettronica. Al ventennale del Dancity presenteranno in prima italiana il live audiovisivo del loro leggendario album: “Adventures Beyond the Ultraworl” del ’91, che in quegli anni aprì nuovi orizzonti fondendo ambient house, dub, psichedelia e cultura del collage.
Con Actress, invece, il festival accoglierà uno degli autori più influenti e sfuggenti dell’elettronica contemporanea. Darren J. Cunnigham che ha costruito negli anni una scrittura personalissima, capace di attraversare techno, astrazione, composizione e tensione ritmica con una firma immediatamente riconoscibile.
Torna anche Blawn con un sound che parte dalla forza chirurgica del ritmo fino ad arrivare ad una materia sonora densa, mutante, tagliente, in cui percussione, distorsione e tensione fisica si fondono in un linguaggio inconfondibile. Altro ritorno quello di Etienne Jaumet, fondatore dei leggendari Zombie Zombie e figura centrale di una linea musicale che unisce sintetizzatori, sax, trance, psichedelia e slancio cosmico.
Sul fronte del live modulare interverrà anche Colin Benders, una delle esperienze più spettacolari e organiche della scena europea con i suoi set che vivono di improvvisazione reale, di ascolto, di controllo e al contempo abbandono. Con I-F, invece, entra in line up una figura fondativa dell’underground europeo. Artista che incarna una genealogia viva che attraversa electro, italo, acid, wave e outsider electronics con gusto, istinto e radicalità.
Sul palco anche Ghost Dubs, progetto di Micheal Fiedler, emerso come una delle voci più forti del nuovo dub contemporaneo che porterà al Dancity un suono immersivo e ipnotico, capace di trasformare il dub in esperienza fisica e mentale.
Tra i profili più interessanti della nuova ricerca elettroacustica europea c’è quello di Noémi Büchi, compositrice e sound artist svizzero-francese, sviluppa una scrittura che mette in relazione ritmi materici, astrazione orchestrale, dettaglio e slittamento, generando strutture sonore dense e mobili.
A chiudere la prima serie di artisti sarà Vera Grace, che sta definendo una voce sempre più nitida tra modular synthesis, techno ipnotica e tensione live.
Matias Aguayo presenterà invece Dancity “Anenoa”, una produzione originale che trasforma il live in una forma aperta, teatrale collettiva. Uno show in cui voce, percussione, immagine, scenografia e presenza fisica convergono in una dimensione espansa pensata per fare del palco un punto di incontro.
Snodo centrale della line up anche Matmos con “Dedicated To Piero Umiliani” che porteranno al Dancity il loro ultimo album, “Metallic Life Review”. A chiudere la live sarà un brano dedicato appunto a Piero Umiliani, di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita, realizzato specificamente per il festival.
Sulla scena anche The Soft Pink Truth, il progetto solista di Drew Daniel che aprirà la linea della club culture luminosa, opulenta e obliqua, dove disco, funk e house vengono attraversati con ironia, sensualità e una forte intelligenza ritmica.
Una line up cui si aggiungono pesi massimi dell’elettronica mondiale e del dub mondiale come The Bug: Machine live feat Magugu per una premiere italiana in grado di fondere bass culture, dancehall e potenza vocale. Mentre in prima mondiale l’incontro tra il maestro indiscusso della dub-techno Moritz Von Oswald e il fenomenale percussionista iraniano Mohammad Reza Mortazavi.
Presente anche l’arpista contemporanea francese Ange Halliwell capace di fondere ambient, arpa classica e delicatezze avant-pop, oltre alle esibizioni di Funken e l’immancabile dj set di Naima. Ad arricchire la programmazione sarà anche l’esperienza dietro le macchine e le esperienze sonore di Franco B.
Nella giornata conclusiva, Dancity si sposta nella Cantina Caprai di Montefalco per un closing dalle atmosfere raffinate immerso in una natura bucolica. La line-up della domenica, in equilibrio tra elettronica downtempo, jazz, field recordings e groove avvolgenti, vede protagonista la maestria compositiva di Calm e il leggendario collezionismo visionario di DJ Food. Al loro fianco la profondità emozionale di Placid Angles in formato live, i ritmi eclettici del producer e DJ torinese Kreggo, le esplorazioni sonore trasversali di Raffaele Costantino, il gusto da digger ricercato di Marco Gallerani e l’elegante set di Sandra Mason.
Un programma pensato come atterraggio morbido e celebrativo di venti anni di storia. Dalle ore 11:00 alle 22:00 andrà in scena un rito fatto di musica, cibo, incontri ed energia alla luce del giorno. Ad arricchire l’esperienza musicale ci sarà una speciale proposta con brunch e street food curata da Biodiversity Network Umbria e Amoenus Farm: prodotti a chilometro 0 per una cucina dai sapori tipici del luogo in una prospettiva eco-sostenibile.
Come da tradizione, il Dancity Festival 2026 attraversa il centro storico di Foligno attraverso diversi appuntamenti. Si partirà giovedì 18 giugno alle ore 18 con un’anteprima diffusa dall’iconico titolo Bar 2 Bar: una rete di partner locali, quali La Lumaca Ubriaca, Microclima Vini & Vinili, Enoteca Osteria Artemisia, Fuorigiri Dischetti & Bevute e Sottosopra, ospiterà l’esibizione dei migliori selector della zona: DJ Oskee, Leonardo Martelli, Disco Prepotente, Marco Spinetti, Matteo Moroni, per un warm-up corale aperto alla cittadinanza. La spinta verso i live serali proseguirà anche venerdì 19 e sabato 20 con il Dancity Aperitivo al Baraonda Bar dalle 17 alle 20. Due sessioni musicali pomeridiane animate dai dj set di Orchestra Moderna e Roberto Telli.
Il Festival abiterà anche il Nuovo Cinema Vittoria sabato 20 dalle 14 alle 17 con “Permanent Opening”, un’installazione a cura del collettivo Afterwork Society. Un’opera concettuale che si interroga sull’idea di rigenerazione urbana e sull’effettiva “vita” dei luoghi culturali. Lo storico cinema rimarrà illuminato, aperto e presidiato per l’intera durata dell’intervento, rivolgendo al pubblico una domanda cruciale: uno spazio torna vivo semplicemente perché viene aperto, o perché qualcuno decide di abitarlo e attraversarlo?




















