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Treni regionali esclusi dalla direttissima, il consiglio boccia l’urgenza della mozione di Masciotti

A stabilirlo potrebbe essere una delibera dell'Autorità regolamentazione trasporti, alla luce della quale il consigliere di Foligno Domani punta ad impegnare la giunta e le istituzioni a difendere i collegamenti di Foligno con la capitale

Pubblicato il 24 Giugno 2026 10:56 - Modificato il 24 Giugno 2026 16:15

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“Il comprensorio folignate e la Valle Umbra non possono più aspettare”. È questo il senso della mozione urgente presentata in consiglio comunale dal consigliere di Foligno Domani, Mauro Masciotti, che punta a  impegnare il sindaco e la giunta ad attivarsi immediatamente per difendere i collegamenti ferroviari con Roma e scongiurare quello che i firmatari definiscono un “isolamento infrastrutturale” sempre più vicino a concretizzarsi. Questa, sarà discussa nel prossimo consiglio utile, poiché l’urgenza è stata bocciata con 14 voti contrati, cinque astensioni e cinque voti favorevoli.

Al centro della questione c’è l’esclusione dei nuovi treni regionali Etr Coradia Stream dalla linea direttissima nella tratta Orte-Roma, una decisione derivante dalla delibera dell’Autorità regolamentazione trasporti (Art) numero 49 del 2026, che la mozione contesta duramente, tanto nel merito tecnico quanto nelle motivazioni di fondo.

 “L’esclusione dei treni di nuova generazione dalla direttissima – ha spiegato Masciotti – è priva di fondamento tecnico”. A sostegno di questa tesi, il consigliere ha esposto un dato preciso: sulla tratta Orte-Roma “a causa delle pendenze strutturali della linea, i treni ad alta velocità non riescono comunque a superare i 230 chilometri orari”. 

“Il differenziale nei tempi di percorrenza – ha spiegato – tra un treno moderno omologato a 200 chilometri orari e un convoglio ad alta velocità ammonterebbe a soli tre minuti. Una differenza del tutto irrilevante ai fini della fluidità del traffico ferroviario” sottolinea il consigliere, che parla di “pura forzatura burocratica ed economica”.

Le conseguenze pratiche del confinamento dei treni umbri sulla cosiddetta “linea lenta” sono, secondo la mozione, pesanti e quotidiane. I passeggeri del comprensorio sarebbero esposti a “ritardi cronici e sistematici”, aggravati dai tagli infrastrutturali degli anni scorsi che hanno trasformato la linea in un imbuto, dove i treni diretti da e per l’Umbria vengono costantemente rallentati e accodati ai regionali locali che effettuano tutte le fermate. 

Le richieste rivolte al sindaco e alla giunta sono quattro e precise. La prima è quella di attivarsi immediatamente nei confronti della Regione Umbria, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dei vertici del Gruppo Ferrovie dello Stato. La seconda è di esigere con fermezza il diritto di accesso alla direttissima per i nuovi treni regionali.

La terza, poi, è di farsi promotori di un documento d’intenti congiunto con tutti i sindaci del comprensorio folignate, dello Spoletino, di Perugia e di Assisi. La quarta, infine, è di richiedere la garanzia di slot orari protetti sulle linee veloci nelle fasce di punta del pendolarismo, dalle 6 alle 9 e dalle 16 alle 20.

L’urgenza della mozione, sebbene sia stata respinta, è stata motivata date le imminenti decisioni legate proprio alla delibera Art 49/2026, le cui scadenze rischierebbero di pregiudicare in via definitiva l’assegnazione delle tracce orarie sulla direttissima a danno dei pendolari. 

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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