Una gestione da parte del Comune che per i genitori non è stata “trasparente” e una gara definita “fuori mercato”, che ha costretto decine di famiglie a trovare, laddove possibile, soluzioni alternative e le altre a dover accettare una situazione economicamente difficile da sostenere. Dopo l’annuncio del cambio di gestione e dell’aumento delle rette di ben 165 euro rispetto allo scorso anno, la situazione dell’asilo nido “Francesco Innamorati” di Borroni è una ferita aperta per i servizi dell’infanzia della città di Foligno. Nonostante un inizio di anno scolastico segnato da incertezza rispetto alla continuità educativa e dall’aumento vertiginoso delle tariffe, i genitori non hanno intenzione di gettare la spugna.
Dopo le vicende che hanno interessato i nidi a gestione pubblica diretta, culminati nella scelta di Palazzo Orfini Podestà di esternalizzare le code orarie per l’anno corrente e affidare la gestione di due strutture a cooperative per il prossimo, il comitato “Infanzia Bene Comune” ha fatto propria la battaglia del nido “Innamorati” e ha richiesto un tavolo di confronto alla giunta Zuccarini.
Riavvolgendo il nastro: i problemi in via Borroni 26 sono scoppiati quando è stato reso noto che la cooperativa La Piramide di Avellino, dopo una gara avviata dal Comune a marzo scorso, è risultata vincitrice e, quindi, concessionaria della gestione del nido “Francesco Innamorati” dal 1° ottobre, dove dal 2019 ad operare era la folignate La Locomotiva. Quest’ultima, come riportato nella determina dirigenziale 1543 del 16 settembre scorso, esclusa dal bando di gara a causa di un ribasso considerato eccessivo.
Un cambio al timone che, come detto, per i genitori dei bambini che frequentavano e frequentano la struttura è stato gestito “senza trasparenza” da parte del Comune e che ha prodotto da subito due incognite. La prima relativa al personale educante: la pubblicazione da parte de La Piramide di annunci sui social per la ricerca di educatrici, non anticipato da un confronto con quelle de La Locomotiva già presenti all’interno della struttura, ha allarmato i genitori, che hanno visto messa a repentaglio la continuità educativa.
La seconda, invece, ha riguardato le nuove rette, rispetto alle quali i fruitori del servizio non sono stati messi al corrente. Almeno fino al 18 settembre. Quando, cioè, son state rese note le nuove tariffe, pari a 660 euro. Aumento vertiginoso rispetto ai 495 degli scorsi anni. Un incremento che ha spinto i genitori a correre ai ripari: mentre qualcuno è riuscito a trovare in extremis un posto per i propri figli in altri nidi, altri sono stati costretti a trovare soluzioni alternative o ad adattarsi alla nuova retta. Retta definita dai genitori “fuori scala”, dal momento che, hanno sottolineato, “nessun altro nido, pubblico o privato, ha tariffe di questo tipo”.
Come anticipato sulla questione sono intervenuti anche i rappresentanti del comitato “Infanzia Bene Comune”, che hanno parlato di “caso clamoroso”. “Dal mercoledì al giovedì – spiegano in una nota – ecco che cambia la gestione, il personale, il programma formativo. Come se i bambini e le famiglie si gestissero al pari di una data su contratto”. Sulle rette: “Un aumento significativo che non tutte le famiglie possono permettersi, tanto che alcuni genitori stanno tentando l’iscrizione nei nidi privati, che, però, ad anno educativo iniziato, possono offrire solo lunghe liste di attesa”. “Di fronte a un tale disastro – proseguono dal comitato – chiediamo alla giunta comunale se è così che intendono gestire le annunciate esternalizzazioni di due nidi comunali con aumenti proporzionati delle rette e nessuna considerazione per la continuità educativa”.
L’intervento del comitato ha, poi, riguardato anche le quattro strutture comunali che dal 1° ottobre vedranno la gestione delle ore pomeridiane da parte delle cooperative: “Sono in corso in queste settimane incontri con i genitori nei nidi interessati da questa suddivisione di orario ed è emerso che l’affiancamento del nuovo personale sarà limitato ad appena una settimana, senza tenere conto che i bambini che hanno l’ambientamento programmato nelle successive settimane di ottobre non avranno la possibilità di conoscere le nuove educatrici e nel momento in cui si fermeranno a dormire troveranno al risveglio solo visi sconosciuti”.
A seguire, le questioni affrontate e su cui il comitato ha richiesto un confronto all’amministrazione sono state anche quelle relative agli aumenti delle mense scolastiche e lo stato in cui versano i parchi giochi pubblici, oggetto di polemica negli ultimi mesi.



















