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Nidi, è scontro in consiglio: il sindaco conferma l’esternalizzazione

Già dato mandato alla dirigente d’Area di predisporre il bando per l’affidamento di due strutture. Zuccarini: “In questo modo aumenteremo il servizio ma anche il tempo di permanenza dei bambini”

Pubblicato il 23 Giugno 2026 19:21 - Modificato il 23 Giugno 2026 19:23

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La questione dei nidi continua a scaldare gli animi del consiglio comunale. Questa volta il dibattito ha preso il via durante la fase delle comunicazioni quando, questo pomeriggio (martedì 23 giugno), il sindaco Zuccarini ha preso la parola confermando la volontà dell’amministrazione di esternalizzare il servizio per due nidi comunali.

L’intento di gestire indirettamente due strutture – lo ricordiamo – era emerso dopo l’incontro avvenuto tra la giunta e alcuni genitori lo scorso mercoledì. Questione sollevata nel corso del consiglio di oggi da vari esponenti dell’opposizione. Tra questi Diego Mattioli (Foligno in Comune) che ha ribadito come l’ipotesi dell’esternalizzazione sia arrivata sul tavolo solo la scorsa settimana, nonostante l’interrogazione precedentemente presentata da Tommaso Feliziani (Pd), rispetto alla quale l’assessore alla Scuola, Elisabetta Ugolinelli, aveva dichiarato come “il servizio dei nidi sarebbe rimasto a gestione diretta del Comune”. “Se c’è una volontà di privatizzazione – ha sottolineato Mattioli –, vorremmo saperlo ufficialmente perché, in tal caso, ci opporremo in tutti modi”.

“Se l’assessore dichiara per due volte consecutive in quest’aula – ha incalzato – che non c’è una volontà di esternalizzare e il sindaco una settimana dopo ci dice che ci sarà la privatizzazione, sta sfiduciando – ha detto rivolgendosi a Zuccarini – un suo assessore”. “Siamo ancora basiti – ha concluso – di come l’amministrazione abbia gestito la programmazione facendo scadere le graduatorie a tempo determinato, non rendendosi conto di quelli che erano i problemi che emergevano nel corso del tempo”.

“Io non devo smentire nessun assessore – ha risposto il primo cittadino –. Noi non privatizziamo nulla perché con la gestione indiretta l’amministrazione comunale resta titolare della quantificazione della retta, dei programmi educativi, del controllo e dell’integrazione dei soggetti che svolgeranno questo servizio”.

Rispetto alla programmazione il sindaco ha poi aggiunto: “Gli uffici ci avevano portato a pensare che la gestione interna al servizio comunale fosse la cosa migliore da mettere in atto, mentre quella indiretta fosse la meno auspicabile”.

Zuccarini ha ribadito come la gestione diretta dei nidi porti alcune difficoltà legate ad assunzioni e sostituzioni anche per la soglia del 27% fissata per la presa in carico di nuovo personale. “Ci siamo poi trovati di fronte alla necessità – ha aggiunto – di dover ridurre l’orario di lavoro poiché il rapporto insegnanti bambini non poteva più essere portato avanti dato che le educatrici hanno una serie di impedimenti legittimi”. “Ma tutti devono sapere – ha incalzato – che ci sono insegnanti che su 198 giorni di lavoro, per 191 sono state assenti. Non dico che queste persone non abbiamo giustificazioni, relative ad esempio alla legge 104 e 151, ma siamo arrivati alla conclusione che questo servizio, così, non si può gestire e lo diciamo nell’interesse dei bambini”.

La gestione indiretta del servizio sta già andando verso la concretizzazione: “Abbiamo già dato mandato alla dirigente d’Area di predisporre l’apposito bando”. “È un’azione che dobbiamo mettere in atto il prima possibile e che ci permetterà di recuperare 12 insegnanti che verranno pagate dallo Stato e non più con fondi comunali”.

Nel corso del dibattito il sindaco ha anche esposto una foto del suo predecessore Nando Mismetti e dell’allora vicesindaco con delega alla Scuola, Rita Barbetti, all’inaugurazione dell’asilo nido di Borroni: “Un asilo nido esternalizzato che ha sempre funzionato perfettamente. Allora – ha aggiunto – i fascisti e disgregatori della famiglia siamo noi che vogliamo replicare questa felice intuizione?”.

Il sindaco è, quindi, tornato sullo sciopero degli straordinari. “Le insegnanti che hanno a cuore il servizio – è intervenuto – hanno scioperato perché ‘non ne potevano più’ degli straordinari. Ma dal 2025 al 2026 sono state 173 le ore di straordinari”. “C’è chi ha effettuato 41 minuti di straordinario in un anno – ha aggiunto –, chi per un’ora e 17 minuti, chi per 7 ore e qualcun altro per 54 minuti”. “Noi abbiamo trovato la soluzione – ha concluso – perché non solo aumenteremo il servizio, incrementando la possibilità di accogliere più bambini, ma anche il tempo di permanenza”.

Dopo l’intervento del sindaco sulla questione dell’asilo nido di Borroni sono arrivate alcune precisazioni dell’ex vicesindaco Rita Barbetti (non presente in consiglio comunale, ndr). L’attuale consigliera di opposizione ha sottolineato come la struttura di Borroni, insieme a quella di via Ferrero, costituisse “un servizio aggiuntivo rispetto ai sei nidi comunali”.

“L’amministrazione Mismetti – ha aggiunto – ha continuato a mantenere sei nidi pubblici comunali con le modalità che sono state sempre dichiarate: con sei maestre per nido e 36 bambini ciascuno”. Barbetti ha poi spiegato come la struttura nella frazione di Borroni fosse “un edificio del Comune, che prima ospitava una scuola dell’infanzia ed era inutilizzato”. Una situazione analoga a quella della “struttura in via Guglielmo Ferrero, donata al Comune durante il periodo del terremoto e rimasta vuota”.

Ragioni alla luce delle quali il Comune aveva ritenuto opportuno ampliare il servizio formativo, “aprendo due nuovi spazi, con modalità diverse rispetto agli asili pubblici comunali”. I due servizi dati in gestione a due cooperative “che si sono aggiudicate il bando – ha dichiarato – avevano rette diversificate, con orari flessibili a seconda delle esigenze dei genitori, tutto sotto il controllo diretto del Comune”. Strutture finanziate con fondi “temporanei messi a disposizione del governo. Motivo per cui erano stati dati in gestione temporanea”.

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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