Un momento di aggregazione, per salutare la fine dell’anno educativo e per continuare a sensibilizzare la città tutta sulla questione dei nidi comunali di Foligno anche in questi mesi estivi. Un modo, insomma, per tenere accesi i riflettori su una situazione definita “emergenziale” e che riguarda tantissime famiglie folignati. Questo il senso dell’appuntamento che si è tenuto questa mattina (sabato 4 luglio) agli Orti Orfini. Tante le mamme e i papà, con i loro bambini, ma anche i nonni e gli zii, che hanno risposto presente alla chiamata del comitato spontaneo “Nidi comunali bene comune”, ritrovandosi nel parco cittadino per una mattinata all’insegna dello stare insieme, per conoscersi e fare il punto sul quadro attuale e definire anche i prossimi step.
“È un argomento – ha detto Caterina Gentili, mamma di una bambina di tre anni appena uscita dai percorsi educativi del nido di Prato Smeraldo e membro del comitato – che abbiamo scoperto essere molto sentito non solo dalle famiglie direttamente interessate ma trasversalmente da tutta la città”. “In questo mese – ha proseguito – abbiamo trovato tanti interlocutori locali, regionali e anche nazionali, ci manca però l’interlocutore principale, l’amministrazione comunale. Confidiamo che sappia capire il momento e uscire dalla posizione difensiva nella quale fino ad ora si è arroccata”.
Ribadendo la mancanza di “risposte chiare” in vista dell’apertura del prossimo anno educativo al via a settembre, Caterina Gentili ha ribadito l’invito al Comune ad attivare “un tavolo costruttivo insieme”, portando come esempio anche il modello Reggio Emilia. Nel pomeriggio di venerdì 3 luglio, infatti, ad arrivare a Foligno – nell’ambito di un’iniziativa promossa dal Partito democratico – è stato l’assessore alle Politiche educative del comune emiliano, Marwa Mahmoud. “Ci ha parlato di sistemi virtuosi – ha spiegato Gentili – in cui le famiglie sono un interlocutore strutturale per l’amministrazione comunale per costruire insieme l’offerta educativa”.
L’attesa, ora, è per il nuovo incontro tra amministrazione e famiglie che dovrebbe arrivare da qui a 15 giorni. Nel vertice di metà giugno, infatti, il Comune si era impegnato a riconvocare le famiglie dopo un mese per indicare la strada da seguire. Anche se, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, il sindaco Zuccarini aveva confermato la volontà di procedere con l’esternalizzazione di due delle sei strutture comunali, affidandole a cooperative, come soluzione migliore per garantire il servizio e aumentare anche il numero di posti disponibili. Una soluzione, questa, che non convince però tutti. E rispetto alla quale c’era chi aveva chiesto, sia tra il comitato che tra i sindacati, l’impiego del personale delle cooperative per “coprire” le cosiddette code orarie, quelle cioè che ad oggi le educatrici non riescono a garantire.
Il comitato “Nidi comunali bene comune”, nel frattempo, continua a lavorare per arrivare ad una soluzione che sia condivisa da tutti. “Se così non sarà – annunciano – stiamo ragionando sulla possibilità di organizzare un’iniziativa pubblica aperta a tutti, dalle forze politiche alle associazioni, passando per le stesse cooperative per capire come lavorare in un’ottica di flessibilità”. Intanto, l’obiettivo è quello di aumentare le adesioni al comitato. “È importante – concludono – che aderiscano anche persone non direttamente interessate dalla questione, perché è fondamentale che questa voce sia sempre più forte”. Un invito, dunque, a “farsi tutti portavoce di un messaggio che metta al centro l’infanzia e i diritti dei bambini”.



















