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Assolto per il delitto Postiglione ma socialmente pericoloso: il 19enne affidato a una comunità

Nella sentenza emessa dal tribunale dei minori di Perugia, il giovane è stato dichiarato incapace di intendere e volere all’epoca dei fatti. Scarcerato, è stato disposto il trasferimento in una struttura per i prossimi sei anni

Pubblicato il 16 Luglio 2026 21:20 - Modificato il 16 Luglio 2026 21:21

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È stato assolto perché ritenuto incapace di intendere e di volere all’epoca dei fatti. Quando, cioè, la mattina del 7 novembre 2024, poco dopo le sei, uccise con 55 coltellate il 56enne Salvatore Postiglione. L’assoluzione per il ragazzo, all’epoca dei fatti minorenne, è arrivata con la sentenza emessa questa mattina (giovedì 16 luglio) dal tribunale dei minori di Perugia, che aveva richiesto anche una valutazione sull’imputato da parte di un perito psichiatrico.

Esclusa anche l’aggravante della premeditazione a carico del giovane – oggi 19enne – che, dopo due anni, ha lasciato l’Istituto penale per minori di Firenze, dove si trovava da quando era stato arrestato con l’accusa di omicidio. Una volta scarcerato, però, il ragazzo non è tornato in libertà. Al 19enne, infatti, è stata riconosciuta la pericolosità sociale, sulla base della quale è stato disposto l’affidamento ad una comunità, in cui dovrà trascorrere i prossimi sei anni, che sarà oggetto di ulteriori valutazioni nel corso di esecuzione della misura, al fine di definire gli effettivi tempi di permanenza all’interno della struttura.

“Siamo soddisfatti della sentenza – ha dichiarato l’avvocato Ilario Taddei, difensore del 19enne insieme al collega Samuele Ferocino – ma soprattutto del percorso fatto dal nostro assistito. In questi due anni ha conseguito due diplomi, manifestando la volontà di intraprendere un percorso didattico volto ad un inserimento nel mercato del lavoro nel momento in cui ci saranno le condizioni”. Il giovane, presente in aula quando la sentenza è stata emessa, è apparso sereno ai suoi legali. “Ha voluto chiedere scusa alla famiglia Postiglione, presente con la vedova ed uno dei due figli del 56enne – ha concluso l’avvocato Taddei -, spiegando di essere stato in preda ad un delirio al momento dei fatti”. 

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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