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Foligno, Falasca: “Necessario intervenire contro il rischio esondazione”

Pubblicato il 30 Novembre 2015 15:26 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:19

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Una mozione urgente sulla riduzione del rischio idraulico e sul risanamento ambientale nei bacini del fiume Topino e del torrente Chiona. È quella firmata dal consigliere comunale folignate in quota Pd, Vincenzo Falasca, che si appella alle istituzioni locali e regionali per garantire la sicurezza di oltre 20mila cittadini “che – spiega – sono sottoposti ad un elevatissimo rischio diretto”. In particolare, Vincenzo Falasca chiede che il sindaco Mismetti e l’assessore Angeli si facciano promotori di un’iniziativa congiunta che coinvolga anche la Regione Umbria, ma non solo. Tra le richieste avanzate, anche quella rivolta al presidente della seconda commissione consiliare affinché convochi al più presto l’assessore regionale Fernanda Cecchini e i rappresentanti del Consorzio di bonificazione umbra, per approfondire la questione e coordinare le iniziative da intraprendere. Proprio il Consorzio – secondo quanto riportato nella mozione – lo scorso settembre aveva presentato in conferenza dei servizi un progetto preliminare per la messa in sicurezza della città dal rischio esondazione dell’importo di quasi 32 milioni, a fronte di un danno stimato di circa 370 milioni. In quella stessa sede però – come messo nero su bianco da Falasca – la Regione Umbria avrebbe formalmente comunicato al Consorzio di interrompere la progettazione, “mettendo a grave rischio – sottolinea il consigliere folignate – la futura finanziabilità del progetto”. Fondi che per Vincenzo Falasca sarebbero infatti potuti arrivare direttamente dal Ministero dell’ambiente che “ad oggi – dice – ha messo a disposizione circa 654 milioni di euro per i progetti relativi al dissesto idrogeologico dell’Unità di missione Italia sicura. Dai colloqui intercorsi tra il Consorzio di bonificazione umbra e il direttore di Italia Sicura, Mario Grassi, nel mese di novembre – prosegue il consigliere Pd – è stato appurato che il progetto di messa in sicurezza del fiume Topino non risulta al momento finanziato, pur avendo i requisiti tecnici richiesti”. Da qui, dunque, la duplice richiesta avanzata da Vincenzo Falasca, per il quale ci si troverebbe di fronte ad una “straordinaria e difficilmente ripetibile opportunità per garantire la sicurezza dei cittadini”. Ad oggi, infatti, Foligno risulta nella categoria R4, ossia quella a più alto rischio in termini di danni a persone e cose. Agire, dunque, significherebbe per Falasca “mettere in sicurezza edifici strategici come il polo scolastico, le sedi municipali, il vecchio plesso ospedaliero e le aree adiacenti al nuovo ospedale, oltre a numerosi immobili residenziali” del centro storico ma anche di aree come viale Firenze e via Marchisielli e di zone come Corvia, Santo Pietro e La Paciana.

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