Dopo essere tornato a casa ubriaco ha aggredito la compagna, provocandole varie lesioni. La donna, però, è riuscita a fuggire e a nascondersi in strada, dove è stata raggiunta dalle forze dell’ordine, che sono intervenute arrestando in flagranza il 45enne per maltrattamenti in famiglia.
È questo il bollettino della notte di qualche giorno fa, quando gli agenti del commissariato di Foligno, agli ordini del vicequestore, Adriano Felici, sono entrati in azione a Capodacqua. Una volta sul posto, i poliziotti hanno trovato la donna, come detto, nascosta in strada.
Questa, che all’arrivo delle forze dell’ordine presentava lividi e rigonfiamenti in volto, ha raccontato che mentre dormiva, era stata aggredita senza motivo dal proprio compagno, appena rientrato a casa ubriaco. Il 45enne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici e per reati di rapina, guida in stato di ebbrezza, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, l’avrebbe dapprima insultata e poi picchiata, costringendola a chiudersi in bagno e poi a scappare.
Stando al racconto della vittima, l’episodio non sarebbe stato isolato, bensì, negli ultimi mesi sarebbe stata picchiata dal partner, spesso ubriaco, anche in altre occasioni. Non rari anche gli episodi in cui l’uomo l’avrebbe insultata e minacciata di morte, avvertendola che se l’avesse denunciato le minacce si sarebbero concretizzate.
Sempre secondo la donna, la causa delle violenze e delle minacce sarebbe stata la gelosia dell’uomo nei suoi confronti. Un sentimento che avrebbe provocato anche altre reazioni violente, come la distruzione del telefono della compagna, al fine di evitare che avesse contatti esterni e che, magari, potesse denunciare gli aspetti più problematici della relazione ad altre persone.
Gli agenti, dopo l’intervento, hanno accompagnato la donna all’ospedale “San Giovanni Battista” di Foligno, dove i medici le hanno diagnosticato lesioni personali, con alcuni giorni di prognosi.
Il 45enne, dunque, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. All’esito dell’udienza di convalida, infine, è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere.















