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Nidi e scuole dell’infanzia, al via tra incertezze e rincari: il comitato dei genitori scrive alla giunta

Tra lo spostamento al “Raffaello Sanzio”, aumenti della retta della mensa e non solo cresce la rabbia dei genitori, che a una settimana dall’inizio dell’anno educativo, hanno inviato una lettera aperta agli assessori per fare chiarezza sulla situazione

Pubblicato il 26 Agosto 2026 15:03

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“Manca meno di una settimana all’avvio dell’anno educativo, previsto per martedì primo settembre, ma ad oggi le famiglie non hanno ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’amministrazione sulle sedi e gli orari previsti”. Inizia così la lettera aperta che il comitato “Infanzia bene comune”, precedentemente noto come “Nidi bene comune”, ha inviato agli assessori del Comune di Foligno e alla dirigente dei Servizi Sociali e Scolastici.

Le perplessità, come si apprende dal documento, sono sorte dopo il susseguirsi di una serie di informazioni “intercettate dalla stampa o dai nidi e dalle scuole dell’infanzia ed estrapolate all’albo pretorio”. Una situazione che restituisce un “quadro ricostruito a fatica, pieno di tasselli mancanti e domande che rimbalzano tra i genitori”.

Essendo che ai genitori dei bambini iscritti non è arrivata “alcuna mail”, non sono state pubblicate informazioni dedicate sul sito istituzionale e  ritenendo “inaccettabile che il Comune reputi accessoria la tempestiva comunicazione sulle modalità con cui si intendono avviare le attività dei nidi e delle scuole dell’infanzia”, il comitato ha formulato una serie di domande rivolte all’amministrazione.

Tra le prime istanze quella riguardo allo spostamento delle attività educative dal nido di Prato Smeraldo al “Raffaello Sanzio”, struttura che però “verrà inaugurata a fine settembre”, a causa della necessità di interventi di manutenzione nella prima.  A tal proposito viene chiesto se i bambini verranno spostati dopo un mese dall’inizio dell’anno educativo nella nuova sede.

Una scelta che, come riportato dal comitato, crea disagio nelle abitudini dei bambini e nell’organizzazione delle famiglie, le quali “non solo non sono state coinvolte per tempo sull’opportunità di un cambiamento imprevedibile, dal momento che il nido ‘Raffaello Sanzio’ non figurava neanche tra le opzioni del bando di iscrizione ai nidi comunali, ma non sono neanche state informate a distanza di una settimana dall’inizio dell’anno educativo”.

Il comitato dei genitori sottolinea come alcuni abbiano comunicato pochi giorni fa la preferenza di rimanere in lista di attesa per il nido “Prato Smeraldo”. “Se il posto si libererà, ma al ‘Raffaello Sanzio’, converrete che non è esattamente la stessa cosa”. Problematica alla luce della quale viene chiesto quali saranno i tempi di chiusura della struttura in manutenzione.

Per quanto riguarda poi l’orario pomeridiano viene specificato come “dal primo ottobre 2026 al 2 luglio 2027 la fascia dalle 13.30 alle 15.30, verrà affidata a una società esterna in quattro asili nido”. In questo caso i genitori chiedono quali siano gli orari previsti per il mese di settembre per i bambini iscritti.  “Sapere se la giornata di asilo terminerà alle 13.30 o alle 15.30 è determinante nell’organizzazione familiare di 4 settimane”.

A non essere chiaro anche il numero di educatrici esterne presenti nella fascia oraria pomeridiana. “A questo proposito – chiedono – è stato previsto un momento di continuità educativa che favorisca la familiarizzazione dei bambini con queste nuove educatrici?”.

Rispetto alla scelta di affidare la fascia dopo le 13.30 a una cooperativa esterna “che in questa fase – fanno sapere dal comitato – reputiamo positiva e condivisibile, perché non è stata presa in considerazione la possibilità di estendere l’orario e offrire la possibilità alle famiglie che ne hanno necessità, di un orario di uscita più compatibile con gli orari lavorativi, come ad esempio 16.30 o 17.30?”.

A tal proposito i genitori ricordano come il vicesindaco alla richiesta di potenziare il servizio con più risorse umane “disse che non si trattava di un problema economico, avendo disponibilità di bilancio, ma di un’impossibilità tecnica dovuta all’ormai noto tetto del 27% da destinare alle spese del personale”.

Il comitato ha poi acceso i riflettori anche sulla situazione delle scuole dell’infanzia dove l’aumento delle quote delle mense per singolo pasto “lascia esterrefatti soprattutto per le modalità con cui i genitori ne sono venuti a conoscenza”.

Una situazione rispetto alla quale il viene chiesto come mai le famiglie non siano state informate preventivamente degli aumenti, ma anche in che modo venga giustificato l’aumento di 25 euro mensili. “Forse con un servizio più completo – aggiungono –, che non chieda alle famiglie di sopperire acquistando tovagliette e tovaglioli?”.

Tra le richieste anche se, per le scuole che inizieranno ad usufruire della mensa il 28 settembre, anziché il 21, verrà comunque domanato il pagamento del canone mensile di 15 euro, “oltre al canone per il pasto giornaliero di 5 euro”.

“Dalla gestione delle informazioni di questi ultimi giorni, unita al noto pregresso dei mesi scorsi – sottolineano ancora – emerge una gestione goffa e approssimativa dei servizi dell’infanzia, con decisioni prese all’ultimo momento dimenticando completamente che i destinatari del servizio sono i bambini e le loro famiglie”.

Concordato dal comitato con l’amministrazione anche un incontro entro la fine del mese di luglio “caduto nel vuoto nonostante i nostri appelli”. “Ci aspettiamo dalla politica e dall’Ente una posizione più seria e affidabile nei confronti dei cittadini e confidiamo che questa fase così poco professionale possa essere superata da un nuovo dialogo costruttivo”.

Il comitato rinnova in conclusione l’invito “a mantenere la parola data e a fissare a stretto giro una data di incontro con una delegazione di genitori del comitato, facendo appello al ruolo pubblico che ricoprite e che auspichiamo onorerete”.

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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