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Tre giorni di bici e paesaggi con “La Francescana”. In programma l’inaugurazione della nuova ciclovia

Giunta alla XII edizione, la ciclostorica dell’Umbria è in programma dal 18 al 20 settembre. Venerdì il taglio del nastro del nuovo anello permanente di 180 chilometri che unisce dodici comuni

Pubblicato il 17 Settembre 2026 15:39 - Modificato il 17 Settembre 2026 15:55

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Biciclette e maglie d’epoca, ma non solo. L’edizione 2026 de “La Francescana” ciclostorica dell’Umbria, in programma a Foligno dal 18 al 20 settembre, porta con sé una novità destinata a durare ben oltre i tre giorni di manifestazione: l’inaugurazione del Percorso Permanente della ciclovia “La Francescana”, un anello di circa 180 chilometri nel cuore della regione.

Il taglio del nastro è fissato per venerdì 18 settembre alle 18, al Circolo Tennis Foligno, alla presenza delle autorità istituzionali e dei sindaci dei dodici comuni aderenti al progetto: Assisi, Bevagna, Campello sul Clitunno, Cannara, Castel Ritaldi, Foligno, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Spello, Spoleto e Trevi. Dodici amministrazioni che hanno scelto di condividere un percorso avviato con il Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2021, con l’obiettivo di presentarsi al viaggiatore come un’unica destinazione, superando i confini amministrativi.

“L’ambizione – spiegano gli organizzatori – va oltre la semplice realizzazione di un itinerario ciclabile: l’idea è costruire un prodotto turistico territoriale permanente, capace di mettere in rete città e paesi, strutture ricettive, ristorazione, servizi per il ciclista, musei, luoghi d’arte, cantine, frantoi e aziende agricole. Una strada da percorrere, ma soprattutto un luogo da vivere”.

Non è casuale la scelta del 2026 per l’inaugurazione. L’anno coincide infatti con l’ottavo centenario della morte di San Francesco, e la ciclovia attraversa alcune delle terre più profondamente legate alla vita e alla memoria del Santo di Assisi, in un paesaggio dove spiritualità, storia e natura continuano a dialogare. Più che una dedica, però, il riferimento a Francesco vuole essere una proposta di metodo: attraversare queste terre richiamando valori francescani come la semplicità, il rapporto con la natura, l’incontro con le persone e la capacità di rallentare.

Proprio il rallentamento è il filo conduttore del progetto, riassunto del motto “Lentius, Profundius, Suavius” – più lentamente, più in profondità, più dolcemente – ripreso dalla riflessione che Alexander Langer propose ad Assisi nel 1994, in contrapposizione alla continua rincorsa dell’essere più veloci, più in alto, più forti. In questa prospettiva la bicicletta diventa qualcosa di più di un mezzo di trasporto: è un modo diverso di viaggiare, che permette di tornare a vedere ciò che la velocità quotidiana nasconde, dal lavoro di un artigiano a un oliveto, da una strada di campagna a un incontro in piazza.

Un ruolo strategico all’interno dell’anello è affidato alla pista ciclabile Assisi-Foligno-Spoleto, che lo attraversa e che può diventare la dorsale centrale, facilitando gli spostamenti e permettendo di costruire itinerari diversi per lunghezza e durata. Per questo l’Associazione “La Francescana Ciclostorica Asd” auspica che l’inaugurazione sia anche l’occasione per tornare a investire sull’infrastruttura, migliorandone manutenzione, continuità, segnaletica, servizi e fruibilità: un’opera importante per i cicloturisti, ma anche per i cittadini e per la mobilità quotidiana dell’intera valle.

Alla base del progetto c’è infine l’idea più ampia di un grande “Parco dell’Uomo”: un territorio in cui il saper fare e l’attività umana si sono sedimentati nel corso di migliaia di anni, modellando il paesaggio. Campi, oliveti e vigneti, strade e sentieri, città e paesi, chiese e conventi, ma anche arte, agricoltura, artigianato e cucina raccontano una lunghissima relazione tra l’uomo e la terra, in cui il paesaggio non è lo sfondo del viaggio ma parte del racconto stesso.

“La vera sfida – sottolinea ancora gli organizzatori – comincia proprio con l’inaugurazione: una ciclovia non vive soltanto di chilometri e segnaletica, ma della rete che le cresce attorno. Strutture ricettive bike friendly, ristorazione, assistenza, servizi, esperienze e prodotti locali dovranno costruire progressivamente un vero ecosistema dell’accoglienza cicloturistica, mettendo in relazione turismo, cultura, agricoltura, commercio e servizi”.

Intanto, la manifestazione che fa da cornice all’inaugurazione si prepara a tornare in strada. Tre giorni di biciclette, incontri, cultura, convivialità e paesaggi, fino alla Ciclostorica di domenica 20 settembre, quando le bici e le maglie d’epoca torneranno a percorrere le strade della Valle Umbra.

Un’edizione che, come le precedenti, nasce da un lungo lavoro di preparazione. “Ci vuole un anno per inventare un sogno che dura un giorno”, spiegano gli organizzatori, che descrivono “La Francescana”, usando le parole di Jovanotti, come “un’impresa che qualche volta sembra impossibile, un bellissimo spreco di tempo e, alla fine, l’invenzione di un sogno”. Un anno di idee, incontri, telefonate, problemi da risolvere e strade da percorrere e ripercorrere, sostenuto dal tempo regalato da chi continua a credere che valga la pena fare insieme qualcosa di bello.

C’è poi un altro filo che riporta a Francesco, quello della “perfetta letizia”: la ricerca di una felicità profonda che non dipende soltanto da ciò che accade. Un pensiero antico ottocento anni che “La Francescana” sente ancora contemporaneo e da cui, nel suo piccolo, nasce anche la manifestazione stessa: la gioia nelle cose semplici, nel viaggio, nell’incontro, nella fatica condivisa e nella bellezza di una terra attraversata lentamente.

Dal 18 settembre, in ogni caso, La Francescana non sarà più soltanto un evento da vivere una volta all’anno, ma una strada da percorrere tutto l’anno.

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