Un percorso che unisce tradizione e innovazione, con un’attenzione particolare all’inclusione e alla trasmissione dei saperi con il coinvolgimento delle nuove generazioni. Questo il tema degli incontri che la delegazione umbra di Le Donne del Vino, guidate dalla delegata Cristina Chiacchierini, promuove a Trevi in collaborazione con la Pro Trevi, il Comune e Slow Food, fino al 31 ottobre. Un impegno che riflette la missione de Le Donne del Vino, che promuovono la cultura enologica e valorizzano il lavoro delle professioniste del settore per rafforzare il legame tra le produzioni di qualità del territorio.
L’inizio oggi (sabato 17 ottobre). Dopo un’iniziativa dedicata all’inclusione e alla convivialità, con protagonisti alcuni giovani con disabilità insieme alle associazioni Ciambelliamo e Sindrome Down “Uno in Più” di Perugia, dalle 15 alle 17, piazza Mazzini ospita “Chef in erba, sedano in tavola – Tributo ad Angelo Paracucchi”, iniziativa inserita nel programma della 62esima Sagra del sedano nero e della salsiccia. A mettersi alle prova gli studenti del Cnos-Fap di Foligno, l’Istituto alberghiero di Assisi, Intercampus e l’Istituto “Casagrande” di Terni. I giovani cuochi realizzeranno piatti ispirati alle eccellenze gastronomiche locali, dal tartufo al sedano nero di Trevi, presidio Slow Food, fino alla tradizionale salsiccia trevana, rendendo omaggio ad Angelo Paracucchi, figura di riferimento della cucina italiana. Le preparazioni saranno abbinate ai vini delle aziende socie de Le Donne del Vino, con l’attenzione alla creatività gastronomica, rispetto all’identità territoriale e alla cultura enologica. Anche gli studenti di sala saranno coinvolti attivamente: dopo una preparazione dedicata alla conoscenza dei vini e alle tecniche di servizio, parteciperanno alla presentazione e alla portata dei piatti destinati alla giuria. A valutare le proposte sarà un panel composto dagli chef Giulio Gigli, Alice Caporicci e Paolo Trippini, dal giornalista e critico enogastronomico Diego Diomedi e da Cinzia Perugini, sommelier de Le Donne del Vino e divulgatrice delle tradizioni culinarie umbre.
L’appuntamento, si propone come un’importante occasione di formazione, gli studenti potranno mettere in pratica le competenze acquisite, confrontarsi con professionisti del settore e sperimentare il lavoro di squadra in un contesto che valorizza il patrimonio gastronomico locale.
Il programma proseguirà domenica 25 ottobre, alle 17.30, a Villa Fabri con la masterclass “Trebbiano Spoletino vs Verdicchio dei Castelli di Jesi”, dedicata al confronto tra due importanti espressioni della viticoltura del Centro Italia. L’appuntamento coinvolgerà Le Donne del Vino dell’Umbria e delle Marche e sarà condotto da Paola Bacchi e Diana L’Occaso, entrambe sommelier e socie dell’associazione.
Attraverso la degustazione guidata e l’approfondimento, i partecipanti potranno esplorare caratteristiche e identità dei due vini, mettendo a confronto vitigni, territori e differenti interpretazioni enologiche. La masterclass, si inserisce nella giornata evento Castagnata e Antichi Sapori promossa dal Comune di Trevi e Palio dei Terzieri.
Il calendario si concluderà sabato 31 ottobre, alle 17, in vista di FestivOil, ancora a Villa Fabri, con l’appuntamento “L’olio extravergine di Trevi incontra i Bianchi dell’Umbria”. La degustazione proporrà un percorso sensoriale attraverso tre olii extravergine di oliva del territorio di Trevi e tre vini bianchi umbri, per esplorare le possibilità di abbinamento tra due prodotti simbolo dell’identità agricola e gastronomica regionale.
A guidare i partecipanti saranno Gianfranco Ciarletti, docente e sommelier dell’olio, e Loredana Sarpe, sommelier e vice delegata de Le Donne del Vino Umbria. Un’esperienza pensata per approfondire le caratteristiche organolettiche dei prodotti, scoprirne le potenzialità negli abbinamenti e riscoprire il legame profondo che lega la tradizione agricola ai territori di origine. Per entrambi gli eventi, informazioni e prenotazioni sono disponibili via WhatsApp al numero 3486007134.
Trevi si trasforma, così, in un luogo di incontro tra tradizione e futuro, dove la valorizzazione delle produzioni locali si accompagna all’attenzione per le persone e alla costruzione di una cultura enogastronomica consapevole, inclusiva e aperta a tutti.


















