Il paesaggio contemporaneo che smette di essere un semplice sfondo per trasformarsi nel teatro dei grandi cambiamenti della nostra epoca: dalla fine della stagione industriale all’esplosione della globalizzazione, fino all’avvento dirompente del digitale. A raccontare queste trasformazioni dal prossimo 24 ottobre sarà la mostra collettiva “Paesaggi del nuovo millennio”.
Nelle collezioni del “Munaf – Museo Nazionale di Fotografia”, la mostra è promossa e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno in collaborazione con il Museo Nazionale di Fotografia e curata da Matteo Balduzzi. Il taglio del nastro è fissato alle 18 negli spazi del Centro Italiano Arte Contemporanea di via del Campanile, dove l’esposizione rimarrà allestita fino al 17 gennaio 2027.
Il progetto si preannuncia come un viaggio affascinante e rigoroso attraverso oltre 130 opere di grande formato, presentate per serie complete. Un percorso espositivo che gli organizzatori hanno spiegato sia studiato per favorire un’immersione anche fisica e spaziale del visitatore nella poetica degli autori, capaci di coniugare il rigore del linguaggio documentario con una marcata sperimentazione visiva.
Sulle pareti del Ciac dialogheranno le ricerche di alcuni tra i più grandi interpreti della scena italiana e internazionale: dai maestri dell’indagine urbana e territoriale come Gabriele Basilico, Guido Guidi e Massimo Vitali, ai grandi nomi della fotografia globale del calibro di Thomas Struth, Paul Graham e Armin Linke. Insieme a loro, una fitta pattuglia di sguardi d’autore – con una significativa e qualificata presenza femminile – che comprende Marina Ballo Charmet, Olivo Barbieri, Andrea Botto, Vincenzo Castella, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Claudio Gobbi, Francesco Jodice, Paola Mattioli, Sabrina Ragucci, Filippo Romano, Marco Signorini e Alessandra Spranzi.
Al centro del percorso scientifico curato da Matteo Balduzzi, come anticipato, ci sarà il periodo compreso tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. Descritta, quindi, sarà un’evoluzione spinta anche dalla svolta tecnologica del digitale che, da un lato, ha spalancato le porte alla post-produzione e a una precisione di dettaglio prima impensabile, dall’altro ha consentito la stampa su grandissimi formati capaci di reggere il confronto visivo con la grande pittura. Il linguaggio trattato sarà quello nato sull’onda delle storiche esperienze dei New Topographics americani prima e del fondamentale Viaggio in Italia poi, fino alle grandi committenze europee come la Datar francese.
Con questa operazione la Fondazione Carifol conferma la centralità del Ciac nel panorama culturale e museale di Foligno e del Centro Italia, arricchendo la programmazione cittadina con un progetto di altissimo spessore culturale. L’esposizione sarà visitabile dal giovedì alla domenica nelle fasce orarie 10.30-13 e 15.30-19. Il biglietto d’ingresso – intero 8 euro, ridotti 6 e 3 euro e gratuito fino a 5 anni e per le categorie protette – darà diritto alla visita della mostra, alla collezione permanente del Ciac e allo spazio espositivo dell’Ex Chiesa della Santissima Trinità, casa della “Calamita Cosmica” di Gino De Dominicis.


















