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Chiusura domenicale dei negozi? Anche Confcommercio e Confesercenti Foligno dicono sì

Pubblicato il 10 Settembre 2018 14:00 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:41

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Chiusura domenicale dei negozi? Anche a Foligno Confcommercio e Confesercenti dicono si. In linea con la pozione assunta a livello nazionale dalle due associazioni di categoria, anche per i presidenti delle sezioni folignati occorrerebbe mettere un freno alle liberalizzazioni volute nel 2011 dal Governo Monti. Lo dice Aldo Amoni, numero uno della Confcommercio locale, lo ribadisce il neoeletto presidente folignate di Confesercenti, Simone Mattioli. Per Amoni, infatti, la proposta di ripristinare la chiusura dei negozi di domenica è condivisibile, purché associazioni di categoria, sindacati e amministrazioni locali si siedano poi allo stesso tavolo per decidere le aperture straordinarie. “Dopo sei anni di liberalizzazione – dichiara – è difficile tornare indietro, però un tentativo bisogna farlo. Così come bisognerà decidere insieme, commercianti e istituzioni, i giorni in cui i negozi potranno rimanere eccezionalmente aperti, tenendo conto anche e soprattutto della vocazione turistica delle città considerate”. Sulla stessa linea anche il presidente Mattioli. “La posizione di Confesercenti, sia a livello locale che nazionale – ha spiegato -, è quella di uno stop alle aperture straordinarie, fatta eccezione per le quattro domeniche del periodo natalizio e per altre quattro scelte nell’arco degli undici mesi restanti. Poi – ha sottolineato – è chiaro che ci sono delle eccezioni, come quelle rappresentate dalle città turistiche”. Secondo quanto riferito, inoltre, dal numero folignate di Confesercenti, a rafforzare la convinzione che lo stop alla liberalizzazione sia necessario, sono anche i numeri. “Il fatturato registrato nel 2017 a livello nazionale – ha sottolineato – è risultato inferiore a quello del 2011, prima cioè che entrasse in vigore la legge sulla liberalizzazione. Noi siamo a favore delle domeniche in famiglia” ha quindi ribadito, sottolineando come all’apertura ad oltranza dei negozi non corrisponda necessariamente un maggiore incasso, anzi. “L’apertura straordinaria – ha infatti dichiarato – comporta maggiori costi”. E sul fronte occupazionale? Quanto inciderà lo stop proposto dal Governo Lega/Movimento 5 Stelle? Per Aldo Amoni a risentirne saranno per lo più i centri commerciali, mentre per Simone Mattioli occorre essere cauti prima di parlare di perdite di posti di lavoro. “Da una ricerca condotta da Confesercenti – ha infatti concluso – si stima la chiusura di 50mila negozi in tutta Italia dal 2012 ad oggi, e cioè in pieno clima ‘liberalizzazioni’. Lo stesso centro storico di Foligno ha visto sì diverse nuove aperture, ma anche tante chiusure”.

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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