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Spoleto, Bravi e Vetturini (Cgil) chiamano De Augustinis: “Urgente un progetto collettivo”

Pubblicato il 7 Settembre 2018 15:52 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:42

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“Non basta più ragionare azienda per azienda, serve un tavolo complessivo generale per delineare un progetto complessivo che costruisca il futuro”. È quanto sostengono Mario Bravi e Massimo Venturini della Cgil, chiedendo al sindaco di Spoleto, Umberto De Augustinis, “la convocazione rapida di un vertice al quale dovranno partecipare tutte le forze sociali ed imprenditoriali interessate a costruire e a rispondere alla difficile situazione economica che sta attraversando la città ducale”. 

Tra chiusure e crisi aziendali Spoleto si trova, oggi, in una situazione che i due sindacalisti definiscono di “difficoltà enorme”. Più di duemila i disoccupati. Ciò significa che è il tasso di disoccupazione è, attualmente, al 10,9 per cento, il più alto della media regionale. Una situazione che è figlia, comunque, di quanto avviene a livello regionale. 

Dal 2008 ad oggi, infatti, l’Umbria ha visto ridursi il tasso di occupazione, passato dal 65,2 per cento al 61,3 per cento, mentre il Pil ha subito una contrazione del 16,5 per cento. Secondo quanto reso noto, ogni cittadino umbro avrebbe perso quindi 617 euro all’anno. Trentacinquemila, invece, i posti di lavoro persi, di cui 15mila solo nel 2016, mentre sarebbero 240mila i cittadini in condizioni di povertà o che rischiano di diventarlo. 

Un quadro allarmante quello che emerge e rispetto al quale, per i due esponenti della Cgil, occorre agire e anche in tempi rapidi e con un’azione sociale collettiva. Quella proposta, come detto, al primo cittadino spoletino. Anche perché la città ducale sta vivendo – spiegano Bravi e Vetturini – “una crisi devastante dell’apparato manifatturiero, da sempre anche grande realtà industriale e produttiva”. 

Per i due sindacalisti, però, la soluzione non può e non deve essere solo nel rilancio del turismo e nella valorizzazione dell’ambiente. “È fondamentale mantenere ed innovare l’industria – dicono all’unisono -. È urgente – proseguono – mettere in campo tutte le iniziative necessarie a salvaguardare le prospettive e i livelli occupazionali delle attività produttive e costruire un ulteriore progetto di sviluppo industriale, che valorizzi la produzione dell’olio d’oliva e la sua commercializzazione”. 

La proposta, dunque, è quella di un’iniziativa unitaria in difesa del lavoro e del futuro della città, a cui facciano seguito politiche pubbliche basate su un Piano regionale del lavoro che rilanci la domanda, che finalizzi le risorse dei fondi europei (1500 milioni di euro in Umbria) e che faccia della ricostruzione delle zone terremotate un’occasione per la messa in sicurezza del territorio e per la creazione di buona occupazione. Su questo fronte, per Bravi e Vetturini si potrebbe lavorare anche sul terreno della difesa e valorizzazione del territorio, con esempio il “modello Coobec”, così da far emergere grandi professionalità e altre esperienze soggettive ed imprenditoriali. Attenzione, quindi, alla fascia appenninica ma anche al comparto culturale, ben rappresentati a Spoleto dal Festival dei due Mondi e dal Teatro lirico sperimentale. 

“Dalla città ducale – concludono – può nascere un contributo originale, che superando anche i ritardi infrastrutturali, rilanci attraverso il confronto tra tutte le forze sociali l’idea appunto di un progetto Spoleto che, a partire dalla qualità, punti sul rilancio di industria, turismo e cultura”.

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