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Ex Merloni, l’onorevole Giulietti scrive al presidente Renzi

Pubblicato il 29 Luglio 2014 11:17 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:55

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Si appella al presidente del Consiglio l’onorevole umbro in quota Pd Giampiero Giulietti che, con una lettera inviata a Renzi, sottolinea la situazione di particolare difficoltà che riguarda il tessuto economico umbro. Il riferimento è a due delle tante realtà in crisi, l’Ast di Terni e la ex Antonio Merloni. L’appello dell’onorevole Giulietti arriva a pochi giorni dalla manifestazione indetta per il 31 luglio a Roma dai lavoratori della ex Merloni e dalle sigle sindacali, giorno in cui è previsto un nuovo incontro al Ministero dello sviluppo economico, precedentemente fissato al 29. Sul tavolo – ancora una volta – il futuro dell’azienda che, dopo l’annullamento da parte del Tribunale della vendita degli stabilimenti produttivi di Fabriano e Nocera Umbra alla J.P. Industries ha fatto ripiombare nell’incertezza i 700 lavoratori che erano stati nel frattempo riassunti. A questi si affiancano poi altri 1.500 operai che, non riassunti, sopravvivono sperando nel rinnovo di volta in volta degli ammortizzatori sociali. “Di fronte a queste drammatiche situazioni – spiega Giampiero Giulietti – serve una svolta radicale che sappia favorire la ripresa economica ed occupazionale. Per l’onorevole umbro “è indispensabile che queste vertenze, sempre seguite con attenzione dalle istituzioni locali, regionali e nazionali, possano arrivare in tempi rapidi ad una felice soluzione”. “Quanto il Governo sta facendo sul fronte delle riforme – sottolinea – è fondamentale e deve essere portato avanti con determinazione, così come con altrettanta determinazione – dichiara – bisogna agire sul fronte dell’occupazione, rimettendo al centro il lavoro e la ripresa economica”. “Mi appello a lei in qualità di Presidente del Consiglio – conclude quindi Giulietti – perché credo che questo Governo abbia intrapreso la strada giusta per cambiare finalmente il Paese e che sia compito di tutti noi lavorare insieme per dare un’ulteriore spinta all’importante processo riformatore intrapreso e per consentire ai cittadini di tornare ad avere speranza e fiducia nel futuro.

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