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Equitalia: “no” dei sindacati alla chiusura della sede di Foligno

Pubblicato il 28 Luglio 2014 14:14 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:55

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Dopo lo sciopero di un’ora di giovedì scorso contro la chiusura della sede folignate dell’Agenzia delle Entrate, i sindacati tornano di nuovo all’attacco, ribadendo il loro ulteriore “no” all’ipotesi di ogni ulteriore ridimensionamento del servizio di riscossione in Umbria di Equitalia che, al momento, prevedrebbe la soppressione degli uffici direzionali presenti a Foligno dal 1990 e all’accorpamento degli stessi presso la sede regionale di Perugia. Secondo gli stessi, l’intervento riorganizzativo ipotizzato da Equitalia Centro S.p.A entro il prossimo autunno, non è stato formalizzato alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori degli uffici di Foligno. I sindacati denunciano che il riassetto porterebbe uno squilibrio nella riscossione dei tributi con conseguenze ritenute gravi. Insomma, l’ipotesi di chiudere anche il centro di Foligno, non va proprio giù, soprattutto dopo la soppressione delle sedi di Spoleto, Città di Castello, Gubbio e Assisi, unitamente agli sportelli di Bastia, Todi e Castiglione del Lago. Da qui la richiesta agli azionisti pubblici di Equitalia, ovvero l’Agenzia delle Entrate e l’Inps, di sospendere “ogni intervento riorganizzativo a valere sulla Direzione Regionale dell’Umbria e sul servizio di riscossione dei tributi sul territorio regionale, in attesa degli esiti del nuovo processo di riforma del servizio nazionale della riscossione dei tributi, avviato dal Governo Renzi con il varo della Legge n.23/2014 di Delega Fiscale all’esecutivo per il riordino generale del fisco italiano”. Inoltre, i sindacati chiedono ad Equitalia di convocare un tavolo di confronto per individuare altri tipi di soluzioni.

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