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Bevagna, un consiglio comunale per discutere dell’inquinamento dei fiumi

Pubblicato il 16 Agosto 2014 15:51 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:42

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Approvare misure stringenti per l’arginamento dell’inquinamento delle acque superficiali che interessa il reticolo idrografico della Marroggia, Alveolo, Teverone, Timia, del Clitunno e dell’Attone. Con questo obiettivo i consiglieri comunali di Bevagna Tania Fasciani, Mario Lolli e Maurizio Massei – membri del direttivo del Comitato per la difesa dell’acqua e dell’aria di Bevagna – insieme ad un altro consigliere, Michele Bruschi, hanno presentato nei giorni scorsi un ordine del giorno chiedendo la convocazione del consiglio comunale bevanate. L’imperativo, per i quattro consiglieri, è quello di un cambio di rotta. “Chiediamo – scrivono in una nota – che il consiglio comunale e l’amministrazione si pronuncino in modo unanime sul documento presentato e sui punti fondamentali che riteniamo assolutamente prioritari”. Il riferimento è soprattutto alla convocazione urgente di un tavolo di lavoro politico-tecnico con gli organi decisionali regionali e locali, con i sindaci e relativi assessori all’ambiente dei comuni della Valle Umbra Sud (Bevagna, Foligno, Trevi, Spoleto, Montefalco, Campello e Castel Ritaldi) e con la partecipazione attiva di una rappresentanza delle associazioni e comitati di salvaguardia ambientale. “Lo scopo ultimo – spiegano – è quello di evitare il declassamento del bacino idrografico del Marroggia, Teverone e Timia, di allentare la pressione sul Clitunno e di intercettare le azioni sporadiche di inquinamento sul torrente Attone soprattutto in tempi di molitura delle olive. L’azione di risanamento e anche le prerogative del Contratto di Fiume – proseguono – diventano vane se l’obiettivo del recupero dello stato qualitativo dei nostri fiumi parte con l’handicap di una classificazione negativa, che darebbe ad ognuno, probabilmente, l’alibi di ritardare l’azione globale di bonifica ed evitare di porre il problema tra le assolute priorità di intervento”. Per i consiglieri bevanati, inoltre, il tavolo tecnico richiesto dovrà “promuovere urgentemente la condivisione di un protocollo di intesa tra i comuni interessati per avviare un’azione congiunta di mappatura, messa in rete e quindi controllo generale degli scarichi legali e deterrente per gli scarichi abusivi di qualsiasi natura al fine di tutelare i fiumi e le economie del comprensorio”. Necessaria poi l’installazione di centraline in punti strategici e indicativi, capaci di individuare le vere fonti inquinanti. “Chiediamo anche che la delibera complessiva – annunciano – venga trasmessa a tutti i comuni della Valle Umbra Sud, per l’approvazione nei rispettivi consigli comunali, a dimostrazione della totale aderenza all’idea di potere e dovere risolvere comunemente il problema dell’inquinamento, fuori da logiche campanilistiche e mossi dall’interesse pubblico”. Il Comitato per la difesa dell’acqua e dell’aria di Bevagna ha inoltre promosso la condivisione di un documento unitario redatto da oltre venti di associazioni di tutta la Valle Umbra Sud per chiedere alle Amministrazioni Comunali prese di posizioni rapide e decise e unitarie per porre un argine al tragico fenomeno. “A breve – comunicano – nelle opportune sedi della magistratura competente, verrà presentata anche una denuncia contro ignoti per disastro ambientale colposo. Siamo convinti – concludono – che la natura del problema induca ad una serena presa di coscienza da parte di tutte le componenti presenti in consiglio comunale, senza se e senza ma, con l’obbiettivo finalmente di scalfire l’apatia e le titubanze e portare il problema ad una risoluzione effettiva”.

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