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Gasdotto Brindisi-Minerbio, anche la Regione dice “no” al progetto di Snam Rete Gas

Pubblicato il 30 Settembre 2014 16:06 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:16

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Una bocciatura su tutta la linea per il Gasdotto Brindisi-Minerbio. Dopo il “no” della seconda commissione consiliare del Comune di Foligno e la determinazione congiunta presentata dai Comuni interessati dal tracciato per chiedere lo spostamento dello stesso, oggi arriva anche la contrarietà della Regione. L’assemblea legislativa dell’Umbria con voto unanime, ha infatti approvato la mozione che impegna la giunta regionale a ribadire al Governo la propria contrarietà al tracciato del gasdotto e alla realizzazione della centrale di diramazione a Colfiorito così come individuati nel progetto di Snam Rete Gas. Il documento di indirizzo, inoltre, impegna la Regione a chiedere al ministero per lo Sviluppo economico di dare continuità operativa e funzionale al tavolo tecnico istituito, a seguito della risoluzione della commissione ambiente della Camera dei Deputati, per individuare un tracciato alternativo. Un “no” deciso, dunque, da parte della Regione Umbria anche alla convocazione della conferenza dei servizi per la definizione dell’iter autorizzativo sul gasdotto prima della conclusione dei lavori del tavolo tecnico. La forte contrarietà degli enti del territorio umbro deriva dalla preoccupazione per la creazione di un metanodotto che si snoderebbero lungo la dorsale appenninica in zone ad altro rischio sismico e di particolare pregio ambientale, culturale e paesaggistico. In particolare il gasdotto attraverserebbe la regione Umbria per una lunghezza di 120 chilometri interessando zone – tra cui Sellano, Foligno, Nocera Umbra e Gualdo Tadino – in cui insistono aree naturali protette e siti di protezione speciale. Tutti contro il tracciato attuale del gasdotto, quindi, non solo gli enti locali ma anche innumerevoli associazioni e comitati ambientalisti regionali ed interregionali hanno espresso la loro perplessità in merito a questo progetto. Sembrerebbe tuttavia che tali preoccupazioni siano rimaste inascoltate. Il tavolo istituzionale tecnico si è infatti riunito una sola volta dando avvio ad un mero confronto preliminare ed istruttorio sulle possibili alternative al tracciato proposto, ma nonostante il lavoro sia ancora nella fase di avvio, il Mise avrebbe convocato per l’8 ottobre la conferenza dei servizi al fine di concludere l’iter autorizzativo per la costruzione della centrale di compressione di Sulmona. “Il metanodotto è una infrastruttura importante per il paese” – ha sottolineato l’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti – “noi siamo d’accordo al gasdotto ma con un progetto alternativo”. Soddisfazione per l’approvazione della mozione è stata espressa dall’assessore regionale alle politiche di prevenzione di rischio sismico, Stefano Vinti, il quale ha ribadito l’importanza del lavoro del tavolo tecnico istituito proprio per individuare un tracciato alternativo.

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