12.4 C
Foligno
lunedì, Marzo 30, 2026
HomeEconomiaChiusura uffici postali, Regione: "Mettiamo a disposizione i nostri immobili"

Chiusura uffici postali, Regione: “Mettiamo a disposizione i nostri immobili”

Pubblicato il 12 Febbraio 2015 17:42 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:57

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Pienone al “San Domenico” per la lotta alla fibrosi cistica

Sold out per il concerto tributo a Gaber organizzato dai Rotary club di Foligno e Civitanova Marche. L’intero incasso della serata devoluto alla Lifc per sostenere le attività dell'associazione a favore dei pazienti e delle loro famiglie

Il Foligno domina al “Blasone” e affonda il Sansepolcro

Gli altotiberini si sono arresi alle reti di Bosi e Pupo Posada, che regalano ai Falchetti il sesto posto in classifica, a soli due punti dai play off

Giornata mondiale dell’autismo, a Trevi un incontro per costruire percorsi di autonomia

Promossa dall’associazione Anffas - Per loro, l’iniziativa punta ad un contorno tra istituzioni, professionisti e famiglie. L’appuntamento è in agenda per giovedì 2 aprile al Complesso museale di San Francesco

Un incontro urgente per affrontare la questione della prossima chiusura di alcuni uffici postali e della razionalizzazione delle aperture di altri. É quanto richiesto dal presidente Anci Umbria, Francesco De Rebotti, e dal coordinatore dei Piccoli Comuni Umbria, Giuseppe Chianella, alla direzione regionale di Poste Italiane. Un taglio drastico, quindi, quello previsto anche per l’Umbria, con la chiusura di quindici uffici postali e la riduzione dell’orario di apertura per altri diciotto. Nel folignate e nello spoletino, in particolare, si prospetta la chiusura degli uffici di Annifo, Capodacqua e Castel Ritaldi. “Il territorio umbro, anche se non vasto – sottolineano De Rebotti e Chianella -, è molto particolare. Gli uffici postali sono presidi essenziali per tanta parte della popolazione, soprattutto per coloro che abitano lontano dai grandi centri e per gli anziani che risulterebbero essere i più penalizzati. Sarebbe fondamentale coinvolgere la amministrazioni interessate dal piano di razionalizzazione – concludono – per poter tenere conto delle differenti esigenze dei territori”. Segnali arrivano anche dalla Regione che si dice disponibile a mettere a disposizione anche il proprio patrimonio immobiliare pur di scongiurare la chiusura degli uffici periferici. Ad annunciarlo l’assessore regionale al patrimonio e riforme, Fabio Paparelli. “È necessario che – dichiara Paparelli – sulla base delle sollecitazioni ricevute da più parti, Anci e Regioni si attivino per chiedere un incontro urgente con gli amministratori di Poste Italiane, affinché riconsiderino una scelta che impoverisce il tessuto socio-economico di tante realtà territoriali, in cui il presidio dei servizi postali rappresenta una necessità reale e sentita”. 

Articoli correlati