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Chiusura uffici postali, i sindacati: “Pronti a mobilitazione e scioperi”

Pubblicato il 13 Febbraio 2015 11:44 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:57

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I sindacati e i dipendenti di Poste Italiane si mobilitano e lo fanno attraverso due sit-in di protesta sotto le prefetture di Perugia e Terni. E’ quanto annunciato venerdì mattina da Slc Cgil, Slp Cisl, Uil Post e Failp Cisal dell’Umbria, che hanno sviscerato i dati ed i numeri delle varie chiusure che hanno interessato la regione dal 2012. Da tre anni a questa parte infatti, Poste Italiane ha “messo mano” in Umbria a 76 uffici postali con 32 chiusure e 44 razionalizzazioni. “Numeri impressionanti con riflessi molto pesanti sull’occupazione – fanno sapere i sindacati – ma che sono destinati a peggiorare ulteriormente, visto che per il 2015 sono state annunciate dall’azienda altre 500 chiusure di sportelli postali in Italia”. Dal 13 aprile prossimo poi, è prevista la chiusura di altri 15 uffici postali (tra cui Annifo, Capodacqua e Castel Ritaldi) insieme alla razionalizzazione di altri 18 sportelli. La rivolta in Umbria è trasversale. L’assessore regionale Paparelli ha annunciato la disponibilità della Regione a mettere a disposizione il proprio patrimonio immobiliare pur di scongiurare la chiusura degli uffici. E mentre l’Anci chiede un incontro urgente per affrontare la questione, i sindacati tornano ad incalzare: “Siamo preoccupati non solo per i pesanti riflessi sul lavoro che le scelte di Poste, avallate dalla politica, avranno – hanno detto i rappresentanti dei sindacati umbri – ma anche per gli effetti sui cittadini. Tra l’altro a marzo è annunciata una ristrutturazione del servizio di recapito, con la consegna che, in quasi tutti i comuni dell’Umbria, diventerà a giorni alterni”. Ed è per questo che le sigle sindacali, dopo le mobilitazioni, sono pronti anche a mettere in campo forme di lotta più dure, come lo sciopero.

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