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J&P Industries, sbloccata la cassa integrazione ma rimangono i timori sulla Cassazione

Pubblicato il 7 Maggio 2015 16:23

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Con il nuovo anno si riapre la questione legata alla cassa integrazione per i lavoratori della JeP Industries di Nocera Umbra. A fine 2014, infatti, era stata rinnovata per un’ulteriore anno la cassa integrazione per i dipendenti dello stabilimento di Gaifana ma – come da prassi – si era in attesa della firma del decreto che avrebbe dovuto sbloccare i pagamenti da parte dell’Inps. Finalmente, dopo 5 mesi, la firma tanto attesa è arrivata e i lavoratori possono sperare in una boccata d’ossigeno, anche se la situazione resta in bilico, come spiegato ai microfoni di Radio Gente Umbra da Luciano Recchioni di Fiom Cgil: “Finalmente per i lavoratori arriveranno un pò di soldi visto che gli ultimi pagamenti risalgono al 25 gennaio 2015. Il fatto che si sia bloccata questa situazione per i dipendenti della JeP è una boccata d’ossigeno ma detto questo resta aperta la questione relativa a Porcarelli e alla JeP”. La partita, infatti, resta ancora aperta non solo perché la data del 26 maggio sarà importante per capire il destino dell’Ex Antonio Merloni, su cui infatti il giudice sarà chiamato ad esprimersi in merito al ricorso degli istituti di credito contro la vendita a Giovanni Porcarelli, ma anche perché la stessa erogazione della cassa integrazione potrebbe essere legata alla sentenza della Corte di Cassazione. Secondo la previsione più pessimistica, infatti, nel caso in cui il giudice accolga il ricorso delle banche annullando di fatto la vendita a Porcarelli, non si esclude che l’Inps possa questionare sul merito della cassa integrazione facendo slittare ulteriormente il pagamento dell’ammortizzatore sociale: “Provando a fare una previsione negativa non vorrei che, nonostante ieri sia stato sbloccato il decreto e oggi si sia in attesa di quei famosi 15-20 giorni necessari per avere il pagamento, l’Inps possa opporre un veto all’erogazione della cassa integrazione fino al giorno della sentenza. Se questo dovesse accadere potrebbe sorgere un problema per i lavoratori poichè, nel caso in cui la sentenza fosse a favore delle banche – con l’annullamento della vendita a Porcarelli – si potrebbe aprire uno scenario per il quale potrebbe decadere anche la cassa integrazione”. La strada da percorrere, dunque, ora per i sindacati è quella di richiedere al più presto la messa in pagamento della cassa integrazione da parte dell’Inps, anche perché ormai i lavoratori non riescono più a far fronte a questa situazione che va avanti da troppo tempo: “Quello che possiamo fare in questa fase, visto che è stato firmato il decreto, è spingere affinchè l’Inps faccia il versamento il più presto possibile a prescindere da quello che sarà deciso il 26 di maggio. Conoscendo bene la storia e con una probabile sentenza a favore degli istituti di credito, credo che non si possa sottovalutare questo possibile scenario. La questione relativa ai soldi che mancano inizia ad essere lunga e preoccupante; si vive alla giornata e un mese in più o in meno fanno la differenza. Oggi i veri ammortizzatori sociali sono le famiglie ma ormai, tra una cosa e l’altra, sono ridotte all’osso”.

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