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Odori molesti a Sant’Eraclio: M5S, Wwf e Comitato Moano attaccano l’amministrazione

Pubblicato il 30 Giugno 2015 17:26 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:43

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“Finalmente dopo anni di lotte e di lamentele ora è tutto nero su bianco, gli odori molesti che esalano da alcune lavorazioni di insediamenti industriali di Sant’ Eraclio diventano realtà, esistono”. Con queste parole il Movimento 5 Stelle di Foligno, il Wwf Italia e il Comitato di Moano attaccano l’amministrazione comunale, sottolineando come il tutto sia stato certificato in una relazione tecnica, redatta da pubblici ufficiali del Comune. In particolare a seguito di numerose segnalazioni “hanno accertato che – scrivono in una nota – alcune lavorazioni di un insediamento industriale, classificato come industria insalubre di I° classe dalla legge, emette in atmosfera degli odori che molestano in maniera continuativa gli abitanti del luogo, comportamento illecito che la legge qualifica come reato”. Reato che, seppur di natura contravvenzionale, ha consentito ai ricorrenti di presentare una formale denuncia alla Procura della Repubblica di Spoleto per getto pericoloso di cose, alterazione dello stato dei luoghi e danneggiamento aggravato di un bene pubblico, il tutto a tutela dei cittadini, della salute e dell’ambiente. È stato quindi chiesto l’urgente ed immediato sequestro dell’attività industriale. Il Movimento 5 Stelle, il Wwf Italia e il Comitato Moano di Sant’Eraclio chiedono contestualmente al sindaco Nando Mismetti di intervenire immediatamente, emettendo un’ordinanza di sospensione di quelle lavorazioni illecite che producono gli odori molesti e di prescrivere all’azienda di adottare tutti gli accorgimenti necessari, volti all’eliminazione di tale inconveniente. Ma non solo. Chiedono anche che la riapertura dell’attività e della produzione sia subordinata alla puntuale esecuzione di quanto prescritto, contemperando il tutto in un’ottica di salvaguardia dell’occupazione, ma anche e soprattutto, all’eliminazione del disagio continuo e perdurante da anni di tale situazione. “In questo caso il sindaco non è facoltizzato – aggiungono – ma obbligato ad intervenire in tempi stringenti oltre i quali scatterebbe l’inerzia amministrativa”. “La relazione tecnica è chiara – concludono – Il problema esiste e secondo i ricorrenti costituisce reato”. Di questo, tuttavia, si occuperà la Procura. Mentre per la parte politico-amministrativa, il Movimento 5 Stelle, il Wwf e il Comitato Moano chiedono che l’intervento del sindaco non sia subordinato all’esito penale della vicenda.

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