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Spoleto, quasi 600 firme per il Frecciabianca

Pubblicato il 26 Ottobre 2015 15:37 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:40

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Ad una settimana dall’avvio della petizione sono già quasi seicento le firme raccolte per chiedere che l’unico Frecciabianca che attraversa l’Umbria, ossia quello che collega Roma con Ravenna, fermi anche a Spoleto. Lo chiedono i cittadini per i tanti pendolari che vivono nel comune umbro ma anche per i numerosi turisti che decidono di raggiungere il Cuore verde d’Italia per ammirare le bellezze di Spoleto. “La fermata – si legge infatti nella motivazione che accompagna la raccolta firme online – risolverebbe in parte il collegamento da e per Roma e verso l’Adriatico non solo per Spoleto ma per tutta la Valnerina”. Ciò significa che oltre alla città del Festival ad usufruire dell’alta velocità sarebbero anche comuni come Cascia, Norcia e Preci, solo per citarne alcuni. Senza contare – ribadiscono i promotori – che Spoleto è patrimonio dell’Unesco e quindi tra le città italiane più conosciute oltre i confini nazionali. Tutti motivi che vanno a rafforzare la battaglia portata avanti da cittadini e istituzioni locali e regionali. Dopo gli appelli lanciati dall’amministrazione Cardarelli e dagli stessi spoletini, a farsi portavoce di questa istanza è stata infatti anche la Regione Umbria. Lo scorso 6 ottobre, a questo proposito, l’assemblea legislativa di palazzo Cesaroni aveva approvato all’unanimità la mozione presentata dall’esponente di centro destra e delle liste civiche, Claudio Ricci. Nel documento si impegnava la giunta, nell’ambito del Piano regionale dei trasporti, ad attivarsi nelle strutture ferroviarie competenti a livello nazionale e con il Ministero per le infrastrutture e i trasporti affinchè il Frecciabianca Roma-Ravenna tornasse a fermare anche nella stazione di Spoleto. Attraverso la mozione si chiedeva, inoltre, l’eventuale utilizzo delle risorse disponibili nelle casse di palazzo Donini per il trasporto pubblico locale. Ed è proprio su questo punto che il Partito democratico aveva presentato un emendamento. Pur condividendo la richiesta avanzata alla giunta da parte dell’opposizione e firmandola, infatti, i democratici avevamo chiesto che l’accordo non comportasse oneri aggiuntivi per il bilancio regionale, diversamente da quanto contenuto nel testo originario. Intanto, mentre si attende di capire se Regione Umbria e Trenitalia saranno in grado di trovare un accordo, la raccolta firme va avanti.

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