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Rifiuti, il Comune di Foligno studia la “tariffa puntuale”

Pubblicato il 8 Gennaio 2016 16:48 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:54

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Il 2016 sarà un anno di importanti novità per la raccolta dei rifiuti di Foligno. Gli ultimi dati in possesso del Comune dicono che al 30 settembre all’ombra del Torrino la differenziata era arrivata al 57%. Dato incoraggiante, soprattutto se si considera che la media degli altri Comuni inglobati nel territorio dell’Ati3 è del 45%. Impegno crescente quello di Vus e Comune di Foligno, che ha portato anche a 200 multe comminate per l’abbandono indiscriminato di rifiuti e che ha visto anche l’installazione delle famigerate “fototrappole” per cogliere sul fatto chi abbandona l’immondizia. Per quanto riguarda l’anno appena iniziato, l’obiettivo è quello di arrivare al 91% di utenze servite dalla raccolta porta a porta. Percentuale raggiungibile grazie alle 250 nuove utenze di Belfiore che verranno servite a breve. Entro la fine di gennaio l’amministrazione comunale incontrerà i residenti della frazione per i dettagli dell’operazione. Poi, da febbraio, il “porta a porta” arriverà anche a Belfiore. Attualmente ad essere tagliate fuori sono le frazioni montane ed alcune aree di collina, dove il servizio domiciliare non è poi così conveniente sotto il profilo economico. Anche se il Comune non chiude del tutto le porte all’ipotesi di servire l’intero territorio. Ma la novità più importante di questo 2016 è lo studio da parte dell’assessore Graziano Angeli e degli uffici comunali della “tariffa puntuale”, che dal 2017 dovrebbe andare a sostituire quella attualmente in vigore sui rifiuti. “Quest’anno prevediamo lo studio della tariffa puntuale sul piano finanziario – sottolinea l’assessore Graziano Angeli – svolgere uno studio su questo tipo di tariffa da poter mettere poi in atto nel 2017”. Ma di cosa si tratta? “La tariffa puntuale è il passaggio successivo all’attività del porta a porta che stiamo completando. In sostanza, gli utenti pagheranno in base ai rifiuti indifferenziati prodotti. Meno indifferenziato si produce – conclude Angeli – meno si paga”.

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