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Forno Nocera Umbra, l’ira dei lavoratori: “Grandi ingiustizie sfornasi”. FOTOGALLERY

Pubblicato il 22 Gennaio 2016 12:12 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:45

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Fischietti in bocca, cartelloni in mano e cori di protesta. Hanno voluto farsi sentire così i lavoratori del Forno Nocera Umbra di Foligno che oramai da diverse settimane sono senza lavoro e senza soldi. A sostenerli la Cisl, che sta portando avanti la battaglia dei quindici dipendenti. “Ora passeremo alla linea dura” aveva affermato non più tardi di una settimana fa il segretario regionale della Fai Cisl, Dario Bruschi. E così è stato. Dopo aver teso la mano all’azienda, si è passati al contrattacco. “E non finirà qui – afferma Bruschi fuori dai cancelli del sito produttivo – abbiamo intenzione di fare un presidio anche sotto il palazzo del Comune di Foligno, visto che dalle istituzioni ancora nessuno si è interessato. Ci sembra assurdo snobbare una vertenza in un territorio che ha già perso troppi posti di lavoro”. Senza lavoro e senza stipendio, i problemi arrivano anche dalla mancata erogazione della cassa integrazione: “Il Job Act ha modificato i parametri di pagamento di quella ordinaria – precisa Bruschi – quindi quella di settembre non è ancora stata ricevuta. Ad oggi non abbiamo notizie nemmeno di quella straordinaria che è partita da ottobre”. I dipendenti “estromessi” dal lavoro sono quelli dei punti vendita del panificio, chiusi o dati in gestione. Dipendenti che non hanno però perso la voglia di lottare. Lo si capisce dagli slogan scritti sui cartelli mostrati nei minuti della protesta. “Oggi niente strufoli, solo chiacchiere” recita uno di questi, “Da Perugia a Fabriano siam rimasti con lo sfilatino in mano” riporta un altro. E sotto un altro slogan “Grandi ingiustizie sfornasi”, c’è anche chi giura che fino a pochi giorni fa fuori dal capannone dove i lavoratori protestano c’era anche l’insegna dell’azienda. “Forse la hanno tolta perché sapevano del sit-in” è il commento ricorrente. La voce dei lavoratori è quella di Sabina Fratini, rsu dell’azienda: “Siamo stati esclusi dal lavoro ma vogliamo far valere i nostri diritti – afferma – senza dimenticare che ci mancano tre stipendi e la tredicesima. A Natale siamo rimasti senza soldi. C’è chi è stato costretto a sospendere il mutuo di casa”. I sindacati vogliono poi incontrare la proprietà: “L’azienda ha deciso di dividere i lavoratori in due fasce, quelli di serie A ed altri di serie B – denuncia Loreto Fioretti, responsabile territoriale Fai Cisl, presente alla protesta insieme al segretario dell’Area Vasta, Pierpaola Pietrantozzi – con la cassa integrazione i dipendenti potevano essere impiegati a rotazione, qui invece si è deciso di tenere fuori quindici persone. Vogliamo un confronto con la proprietà e capire se si può ripartire con un progetto serio”. Il braccio di ferro è appena iniziato.

 

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