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“Folignate dell’anno”, consegnata la targa ad Enrico Angelini

Pubblicato il 15 Febbraio 2016 17:39 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:27

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A pochi giorni dalle celebrazioni del tre febbraio, giorno in cui Foligno ha ricordato i 25 deportati nei campi di concentramento nazisti, Radio Gente Umbra ha voluto consegnare la targa di “Folignate dell’anno 2015” ad Enrico Angelini. Il partigiano 92enne, alla fine dello scorso anno, era stato eletto dalla nostra redazione come il folignate che più degli altri è riuscito a distinguersi per quanto fatto. Il suo gesto, ovvero quello di eliminare la svastica disegnata con una bomboletta spray a Cascina Raticosa, gli è valso anche l’elogio del presidente della Repubblica. La consegna della targa ricordo si è svolta negli studi dell’emittente radiofonica venerdì 12 febbraio. A seguire una diretta che ha visto gli interventi dell’assessore folignate alla memoria Maura Franquillo, il giornalista e storico Roberto Testa e Manlio Marini, presidente cittadino dell’Anpi. “Quel mio gesto è stato spontaneo e doveroso, anche se mi è costato un po’ di fatica considerando l’età e i miei acciacchi. Avrei volato per raggiungere Radicosa e cancellare quell’obbrobrio – ha affermato in trasmissione Angelini – soprattutto in memoria di quei ragazzi che non sono più tornati. Finito di eliminare la svastica mi sono commosso pensando ai miei compagni. In quel preciso momento mi sono sentito partigiano per la seconda volta”. A quasi un anno da quel gesto, a Cascina Radicosa manca però ancora la targa asportata dai vandali. L’assessore folignate Maura Franquillo si è impegnata affinché tutto torni alla normalità: “Grazie a Radio Gente Umbra che ha avuto la sensibilità di premiare un uomo che si è messo i guanti bianchi ed ha onorato la memoria di chi ha pagato con il sangue per liberarci da una situazione difficile e complicata – ha spiegato l’assessore Franquillo -. Siamo in sinergia con il Comune di Trevi e intendiamo onorare l’impegno preso di affiggere di nuovo la targa”. “La storia è stata scritta da persone come Enrico Angelini – ha commentato Roberto Testa – noi invece siamo l’altra generazione, quella che è cresciuta ascoltando dalle loro testimonianze certi fatti drammatici di chi scelse la guerra partigiana. Grazie a lui ho potuto vivere all’interno di questa storia con dei momenti molto significativi”. Nel ricordare la guerra di Liberazione ed il sacrificio di tanti giovani folignati, grande commozione in studio soprattutto da parte di Enrico Angelini e Manlio Marini. “Quello che più mi preoccupa dei giorni d’oggi sono l’indifferenza ed il revisionismo – ha detto Manlio Marini -. Sono felice di aver conosciuto Angelini in questi anni – ha proseguito –. Lascerò la presidenza dell’Anpi tra qualche giorno dopo cinque anni e lo farò con la contentezza di aver conosciuto un vero partigiano ed un vero uomo”. Prima dei saluti, il partigiano ha espresso un desiderio: “Mi piacerebbe assaporare il profumo di qualche altra primavera – ha concluso Angelini – una, due, non so, chissà…”. Nella targa consegnatagli, è stata incisa la frase: “Testimone dei valori della libertà e della memoria”.

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